Il Tirreno

Cavatori morti, Massa e Carrara unite da un unico grande dolore

Chiara Sillicani
Nastro nero di fronte ad un bar in segno di lutto
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Nastro nero di fronte ad un bar in segno di lutto

Fiocchi neri davanti a bar e negozi; le due città in lutto per la morte dei due lavoratori nella frana

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MASSA CARRARA. È seduta ad un tavolo del bar Hermes, in piazza Mercurio,  fa compagnia ad un amico che studia: la biblioteca è lì, a due passi.   Cristina  Venturini è giovane, ma concreta e sa che la tragedia, più è vicina più fa male. Per questo la morte di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, sotto tonnellate di marmo, ferisce: «Le tragedie che avvengono lontano da noi, purtroppo, ci segnano meno, ma questa è così vicina». Vicina  a noi, vicina a Cristina: «Mio padre è camionista e in cava ci lavora, conosceva  Benedetti, è scosso». La tragedia che entra in  casa tua, così violenta  che pensi “Mio Dio, sarebbe potuto capitare a noi”. La naturalezza e la forza dell’immedesimazione. Cristina racconta e a pochi metri da lei un enorme fiocco nero ricorda  che Massa è in lutto: ha pagato, con  la vita dei suoi figli, un tributo enorme alla montagna, alla cava. I negozi sono aperti, lo sono anche i bar: «Abbasseremo le serrande  nel  giorno dei funerali, ma anche oggi vogliamo esprimere un segno di dolore».

I funerali si terranno lunedì 18 alle 17 nel duomo di Massa e sarà di nuovo lutto cittadino.

Foto: i segni del lutto nelle due città. L'articolo prosegue dopo le immagini

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Nessuno può soffrire come il figlio senza padre, la donna senza il suo uomo, la madre senza figlio, la città però può dire che c’è.  E lo fa con i grandi fiocchi neri, i cartelli con il simbolo del lutto. E una insolita compostezza  nel sabato di festa. Massa piange   la sua gente.

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Video: il fatto in un minuto

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