Il Tirreno

Tagli e meno personale ma le tariffe non salgono

Tagli e meno personale ma le tariffe non salgono

Aumentano gli introiti provenienti dalla tassa marmi e dall’imposta di soggiorno Lotta all’evasione: recuperati 2,8 milioni di euro. Nove milioni per il “sociale”

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MASSA. Avrà molti difetti, questa amministrazione. Di sicuro non quello di “scialaquare”. Il contenimento delle spese, i tagli al superfluo e l’oculatezza nell’uso delle risorse sono ormai il tratto distintivo del governo cittadino guidato dal sindaco Alessandro Volpi. Lo confermano i numeri del bilancio consuntivo 2015, ossia i conti che il Comuni fa a consuntivo di quanto ha speso e quanto ha incassato durante l’esercizio precedente. Numeri che parlano di aumenti delle entrate e ancora riduzioni alla voce uscite. «Sorprese positive in un contesto non facile per i Comuni», commenta l’assessore a Bilancio e Finanze Giovanni Rutili. Ma vediamo meglio.

Recupero evasione. L’azione di Master per stanare chi non paga i tributi comunali funziona: se nel 2010 quando la erede di Massa Servizi entrò in funzione) erano stati recuperati 941 milioni, nel 2015 il recupero è stato di 2.799.000 euro. Grazie anche a un’azione, sottolinea il sindaco Alessandro Volpi, «che punta a individuare soprattutto gli sconosciuti al fisco, cioè quelli che le imposte non le hanno mai pagate».

Tassa di soggiorno. Buone notizie anche da questo fronte: gli incassi dell’imposta di soggiorno sono stati di 330mila euro circa, contro i 200mila o poco più dell’anno precedente. E questo è il frutto di una stagione turistica andata ben oltre le aspettative.

Tassa marmi. 1,8 milioni incassati dagli oneri versati dagli imprenditori del marmo, nel 2010 erano 1,5 milioni.

Spese ridotte. Ma il vero risparmio l’amministrazione lo ha ottenuto con tagli alla spesa corrente. Fra riduzione del personale (da 16,8 a 15 milioni i costi degli stipendi dei dipendenti), tagli draconiani alle spese per la politica (gettoni ai cda, spese di rappresentanza ecc.) per 500mila euro, agli affitti (meno 400mila), all’acquisto di beni di consumo (-450mila) e altre, la spesa è stata ridotta da 70 milioni (nel 2010) a 64 milioni di euro. Un risparmio di 6 milioni.

Ma servizi inalterati. Tagli sì, ma i servizi più importanti non si toccano. «Il settore sociale, compresi i nidi aveva una dotazione di spesa di 9 milioni di euro nel 2010 e ne mantiene 9 nel 2015. Inalterata anche la spesa per l’istruzione pubblica (5.220.000 euro) e quella per il settore ambiente che anzi aumenta da 19,5 a 20 milioni», dicono all’unisono e con soddisfazione il sindaco Volpi e l’assessore Rutili.

E tariffe invariate. Il bilancio di previsione per il 2016 è ancora tutto da definire e, quindi, non si può ancora sapere se ci saranno aumenti nelle imposte comunali. Intanto però, dicono ancora gli amministratori, la pressione fiscale è in discesa di 100 euro rispetto al 2013 e le tariffe dei servizi a domanda individuale non sono state toccate. «Le rette degli asili nido da cui incassiamo 431mila eurocoprono soltanto il 25% della spesa complessiva che sostiene il Comune (1,6 milioni) e le mense ci costano 2,2 milioni di cui solo 1 milione di rette. Però abbiamo scelto di non aumentare i costi a carico dei cittadini, nonostante siano aumentati anche i pasti da 2.700 a 3.000; e di mantenere le esenzioni, che riguardano il 20% degli utenti», spiega Giovanni Rutili.

«Siamo virtuosi». Dice il sindaco Alessandro Volpi. «Di fronte alla progressiva scomparsa delle risorse che arrivano dallo Stato (crollate da 19 a 5,3 milioni) potevamo aumentare le tasse e ridurre i servizi. Noi abbiamo scelto di non accrescere il peso fiscale sui cittadini e di mantenere invariati i servizi. L’unica strada per riuscirci è razionalizzare le spese. E ci stiamo riuscendo.

Claudio Figaia

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