Il Tirreno

Operai morti nella cava, l'amico sopravvissuto: "Li ho visti scomparire sotto le rocce"

Il recupero di una della salme. Nei riquadri dall'alto Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli
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Il recupero di una della salme. Nei riquadri dall'alto Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli

Rabbia e lacrime dopo la frana a Colonnata in cui hanno perso la vita due cavatori: proclamato lutto cittadino a Carrara e a Massa. Il 28 aprile sciopero generale del comparto del marmo. Il procuratore Giubilaro: "Nessuno qui rispetta le regole sulla sicurezza". Tre indagati

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CARRARA. Rabbia e lacrime. Dopo la morte dei due operai - Federico Benedetti di 46 anni e Roberto Ricci Antonioli di 55 -  nella frana di Colonnata, ci si interroga ancora una volta sulla sicurezza in mezzo a queste montagne, dove la corsa all'oro bianco provoca in media un ferito ogni due giorni. Oggi in tutti i bacini delle cave delle Alpi Apuane sono stati sospesi i lavori e per sabato 16 è stato proclamato lutto cittadino sia Carrara sia a Massa.

  • VIDEO La tragedia: due operai sepolti sotto la frana - l'articolo prosegue dopo le immagini

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L'OPERAIO SOPRAVVISSUTO: "HO VISTO FEDERICO E ROBERTO SCOMPARIRE SOTTO LE ROCCE"

La procura di Massa, dopo la tragedia nella cava Antonioli di Carrara, ora sotto sequestro, indaga per omicidio colposo, lesioni e disastro colposo. La pm titolare dell'indagine, Alessia Iacopini, appena possibile, interrogherà l'operaio sopravvissuto, Giuseppe Alberti, 48 anni. L'uomo è ancora in stato di choc, ma avrebbe detto alla moglie di aver visto "i due compagni scomparire sotto le rocce". L'operaio, che aveva una imbracatura, ha riportato alcune contusioni per aver sbattuto contro il marmo mentre rimasto sospeso in aria, prima di essere tratto in salvo dall'elicottero del 118. Sono stazionarie le condizioni del direttore dei lavori, Carlo Musetti, 63 anni, anche lui alla cava, colto da infarto e trasferito all'ospedale apuano dove  stato sottoposto ad un intervento di angioplastica. Anche un altro cavatore, colto da malore per aver assistito alla tragedia, è stato medicato al pronto soccorso.

  • Video: le ricerche dei due dispersi ritrovati all'aba - l'articolo prosegue dopo le immagini

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TRE INDAGATI

Ci sono tre indagati dalla procura di Massa: si tratta del titolare della cava, del direttore dei lavori e del responsabile della sicurezza. Per tutti e tre i reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Le indagini sono svolte dagli uomini del commissariato di polizia di Carrara diretti da Corrado Mattana. La cava è sotto sequestro e per sabato 16 è fissata l'autopsia sui due corpi.

IL PROCURATORE GIUBILARO: "LE REGOLE DI SICUREZZA NON SONO RISPETTATE"

"Non mi sento di dire che ci siano condizioni di sicurezza accettabili all'interno delle cave di Massa Carrara; chi ha l'obbligo di mettere in atto le normative antinfortunistiche e rispettare le regole per la sicurezza dei lavoratori non lo fa; e chi dovrebbe controllare che ci accada non è nelle condizioni per farlo". Le parole sono del procuratore di Massa Carrara, Aldo Giubilaro. "È impossibile che nessuno si accorga che i bacini apuani sono unici, più ampi, più complessi, con un tipo di attività più intensa e più pericolosa rispetto ad altre cave: abbiamo per questo bisogno di potenziare i controlli, magari creando un organismo, tra procura, forestale, vigili del fuoco e Asl che si occupi esclusivamente del mondo cave", ha aggiunto Giubilari secondo il quale "non si può morire di lavoro".

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LUTTO CITTADINO

Questo il messaggio del Comune di Carrara, che hanno annunciato la proclamazione del lutto cittadino (come detto, sarà così anche a Massa): "Interpretando il sentimento di vicinanza e partecipazione di tutta la popolazione carrarese al dolore della famiglie di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli e di tutti i lavoratori del settore estrattivo del marmo, il sindaco Angelo Zubbani ha proclamato il lutto cittadino per sabato 16 e per il giorno delle esequie dei due cavatori che hanno perso la vita nel grave incidente avvenuto ieri in una delle cave del bacino di Gioia. Tutti i cittadini, gli enti, le istituzioni scolastiche, le attività commerciali e produttive, le organizzazioni sociali e culturali sono invitati ad esprimere la propria adesione al lutto nelle forme ritenute più opportune anche per favorire la partecipazione alla cerimonia funebre e ad adottare comportamenti conformi al comune sentimento della città".

PROCLAMATO LO SCIOPERO GENERALE

Sciopero generale del comparto del marmo giovedì 28 aprile. Lo hanno deciso le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, "all'indomani - scrivono in una nota - dell'ennesima terribile tragedia, avvenuta in una cava a Carrara , con il tragico bilancio di due vittime".

In tutti i bacini delle cave delle Alpi Apuane, come detto, venerdì 15 sono stati sospesi i lavori. "Chiederemo al sindaco di Carrara il ritiro della concessione per chi non rispetta le norme di sicurezza in cava - ha detto il segretario della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani -. Quei ragazzi lì non ci dovevano stare; è ora di finirla di raccontare frottole ai lavoratori". Per il governatore della Toscana Enrico Rossi, che si è recato subito a Carrara , "non si può andare avanti così. Non siamo disponibili ad accettare tutto questo come una fatalità: dobbiamo capire cosa  avvenuto e perchè, se ci sono state violazioni delle procedure, perchè spesso, in passato, quando ci sono stati morti, è stato per mancato rispetto dei protocolli". Sul posto anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sostiene che si deve "fare di più per la prevenzione".

  • Video FB live: interviste a lavoratori e sindacalisti

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GLI ULTIMI PRECEDENTI

Al netto di questa ennesima tragedia, negli ultimi dieci anni nelle cave di Carrara ci sono stati 9 morti e praticamente un ferito ogni due giorni: 1.258 gli infortuni dal 2005 ad oggi. Considerato che le giornate lavorative sono circa 250 l'anno, il conto è di un infortunio ogni due giorni.

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