Il Tirreno

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Gaia, arriva il salasso del conguaglio

Chiara Sillicani
Gaia, arriva il salasso del conguaglio

Recapitate bollette da 500 euro. Comitati e cittadini sul piede di guerra: non possiamo pagare noi i debiti della società

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MASSA. Quando apri la cassetta della posta e sfili la busta con la scritta “Gaia” ben in vista certo non fai salti di gioia. Ancor meno se quella busta la apri e scopri di dover sborsare parecchi soldi. Centinaia di euro.

Fatture da 300, 400, anche 500 euro. Effetto conguaglio, spiega la società: Gaia, a fine anno, fa la lettura del contatore, verifica la corrispondenza tra il consumo reale e quello fatturato e tira le somme. E quelle somme sono pesanti. Le bollette stanno arrivando in questi giorni, ma chi già se se le è viste recapitare è pronto a dare battaglia.

Alfonso Baldi presiede il comitato “Acqua alla gola” e per chiarire il concetto si affida all’esempio: sventola una bolletta e invita ad osservare le cifre. Se il cittadino avesse dovuto pagare soltanto per il consumo effettivo gli sarebbero bastati - si fa per dire - 155 euro. Invece a Gaia ne deve versare parecchi di più, ben 469. E questo nonostante il gestore gli restituisca acconti per 105 euro. In quella bolletta - spiega Gaia - è calcolato sia il deposito cauzione previsto dalla normativa - sia il recupero delle agevolazioni Isee. Quella egevolazioni, su base reddituale, sono previste e riconosciute, ma il contribuente deve presentare il modello Isee: l’utente - questa la spiegazione di Gaia - non lo ha fatto e adesso deve restituire parte dello “sconto”ottenuto.

Cittadini e comitati sono sul piede di guerra: in decine fotografano le bollette, postano gli scatti su Facebbok e garantiscono che non pagheranno un euro di più della cifra corrispondente al consumo effettivo. Molti fanno sapere che addirittura non verseranno un centesimo. Stefano Benedetti, consigliere di Forza Italia, presiede il comitato “No Gaia”, scrive al sindaco e annuncia battaglia: «La situazione relativa alla gestione di Gaia è peggiorata e nonostante Volpi in campagna elettorale abbia promesso di cambiare le cose, attualmente le famiglie massesi sono più vessate del passato e non riescono a far quadrare i bilanci familiari perché le bollette aumentano a dismisura».

Il consigliere chiede, quindi, le dimissione del rappresentane del Comune nel consiglio di amministrazione di Gaia e invita i cittadini alla resistenza passiva: «Lunedì in comune e martedì presso il mercato settimanale, si potranno imbucare le copie delle bollette di Gaia all’interno di un contenitore - annuncia Bnedetti - per poi essere consegnate direttamente al sindaco e al presidente di Gaia».

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Sul piede di guerra anche il comitato “Acqua alla gola”:«Dobbiamo uscire da Gaia - è la sintesi del presidente Alfonso Baldi - la società non può pensare di far pagare i debiti ai cittadini, a pagare devono essere i responsabili del debito da 195 milioni di euro e non le famiglie già provate dalla crisi».

 

 

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