Il Tirreno

Furti a Partaccia, ora i raid sono nei bagni

di Chiara Sillicani
 Furti a Partaccia, ora i raid sono nei bagni

Negli stabilimenti i ladri sfondano le porte e rubano persino nei frigoriferi. Colpo anche nei locali della futura farmacia

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MASSA. Qualcuno ha deciso che a casa a dormire non ci va: una branda, un sacco a pelo e la notte passata nelle stanze vuote del bar. Con un occhio aperto e le orecchie sempre puntate verso porte e finestre. Unica soluzione alle continue incursioni dei ladri. A Partaccia i furti sono la regola: auto posteggiate (soprattutto di fronte all’Ugo Pisa), abitazioni, bar, locali. La settimana scorsa è toccato agli stabilimenti balneari. La modalità è collaudata: un salto per superare la recinzione, porte e finestre sfondate e via libera alla razzia. E siccome di oro e gioielli nei bagni non ce ne sono, i ladri si portano via di tutto: la sega circolare, il trapano, la scala in alluminio. Danno pure un’occhiata al congelatore e fanno la spesa.

Vanda Sgadò e suo fratello Roberto sono i titolari dello stabilimento Vittorio, nel cuore della Partaccia: a loro i ladri hanno svuotato il frigorifero. Si sono portati via pure un contenitore pieno di paella. Conquistati dal frigo “ricco”, certo ma non solo: «Hanno forzato e rotto la macchinetta slot - racconta la titolare - e hanno rubato 200 euro. Si sono presi anche una scala in alluminio. Negli anni scorsi i furti si erano ridotti, ma ultimamente i ladri sono tornati prepotentemente in azione».

Pochi passi separano il bagno Vittorio dal bagno Filippo, di Paolo Gianfranchi. E quei pochi passi li hanno percorsi anche i ladri: «Sabato mattina, arrivato allo stabilimento, mi sono ritrovato di fronte alla porta del magazzino completamente distrutta, hanno fatto incetta di tutti gli attrezzi». I trapani, la sega circolare, scale e scalette: «Ora tocca fare i conti con il furto e con i danni». E, fatti due conti, in ballo non c’è qualche spicciolo: tra oggetti rubati e porta sfondata il titolare del bagno deve sfilarsi dalle tasche mille euro.

Davanti agli stabilimenti c’è il bar Trattoria Thea: anche da quelle parti i ladri sono ormai di casa. Massimo Bertelloni della trattoria è il proprietario ed è abituato a vedersi rubare persino tavoli e sedie: «L’ultima volta - racconta - si sono presi persino alcuni scatoloni con le bottiglie di vino».

In nome della par condicio, gli esperti del colpo non risparmiano neppure il comune e prendono di mira anche i locali dove l’amministrazione dovrebbe allestire a breve la farmacia. I vetri delle finestre sono finiti in frantumi e i ladri hanno fatto scorta di materiale elettrico.

Mario Albanese, titolare del locale Alba Beach, ha tagliato la testa al toro e deciso di dormirci dentro il suo locale: «Hanno tentato di rubarmi così tante volte, hanno cercato di spaccarmi porte e finestre così spesso che io non me la sento di tornare a casa la sera. Certo è una fatica - ammette - perché spesso riesco a riposare solo un paio d’ore o poco più, ma almeno sono tranquillo. Ho già verificato che rimanere nel locale è utile». Perché è proprio presidiando il suo bar che, nel 2011, Mario Albanese ha sventato un furto e fatto arrestare chi aveva tentato di mettere a soqquadro il locale.

Anche Roberto Ghiotti del bar Bon Bon è corso ai ripari:«Ho tolto le macchinette, ho dotato l’edificio di allarme collegato con la caserma, ho installato le telecamere». Una bella spesa per non trovarsi il mattino, all’apertura, con un bar distrutto.

Chi vive e lavora a Partaccia, chiede, prima ancora che investimenti, una maggiore attenzione perché la presenza dell’istituzione - spiega - è il primo deterrente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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