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Raccolta firme anti Gaia per convincere il sindaco

Raccolta firme anti Gaia per convincere il sindaco

MASSA. Il comitato “Acqua alla gola” della battaglia anti Gaia ha fatto una bandiera. Del gestore idrico contesta tutto: organizzazione, modalità di gestione, tariffe applicate e finalità....

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MASSA. Il comitato “Acqua alla gola” della battaglia anti Gaia ha fatto una bandiera. Del gestore idrico contesta tutto: organizzazione, modalità di gestione, tariffe applicate e finalità.

Una contestazione così radicata da proporre ad Alessandro Volpi di fare il passo indietro e seguire l’esempio di Egidio Pedrini, sindaco di Zeri. Lui, unico primo cittadino in Toscana, ha detto no al servizio idrico integrato e a Gaia non ha mai aderito, con tanto di battaglia di fronte alla giustizia amministrativa.

E per il comitato Pedrini è apripista, dimostrazione che “no” al gestore si può dire. Ecco, quindi, “Acqua alla gola” impegnata in una raccolta di firme su tutto il territorio comunale per l’addio definitivo a Gaia: «Dalla prossima settimana - spiega Alfonso Baldi, presidente del comitato - inizieremo la raccolta». I gazebo, certo, ma anche un’organizzazione capillare nei quartieri, con l’obbiettivo di «ottenere un numero di firme pari al 50% delle famiglie presenti nel Comune». Migliaia, quindi. Quelle firme finiranno - questo lo scopo dell’iniziativa - sulla scrivania di Volpi. Una forma di pressione sull’istituzione perché dica addio al gestore Gaia. La raccolta è stata ufficializzata martedì durante un’assemblea del comitato, al bar Battistini. A fare il punto, a chiarire le modalità con cui la decisione di uscire può concretizzarsi, è stato lo stesso Egidio Pedrini: «Abbiamo apprezzato - fa il punto Baldi - la semplicità della sua esposizione. I cittadini hanno bisogno di chiarezza. Non sono tollerabili i tecnicismi della politica che confondono e disorientano». L’appuntamento è per la prossima settimana con l’avvio della campagna informativa per la raccolta firme in città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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