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Manenti: «Avanti con la Banca della terra»

Manenti: «Avanti con la Banca della terra»

Prima mossa, fare il censimento delle porzioni di territorio da recuperare alla agricoltura

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LUNIGIANA. La Banca della Terra è uno strumento lanciato lo scorso anno dalla Regione per consentire il recupero di quelle porzioni di territorio altrimenti destinate all'abbandono ed all'incuria, da cui poi, a cascata, derivano le problematiche legate al dissesto idrogeologico.

Altro fattore da non sottovalutare è lo spopolamento. Tale fenomeno, che ha comportato lo spostamento dalla montagna a zone urbane e maggiormente popolate, con capacità occupazionali maggiori, ha inciso una ferita profonda su ogni singola porzione di Lunigiana che si è ritrovata prova di quelle figure professionali che mantenessero intatto il patrimonio ambientale.La scoperta di un territorio più fragile, poiché meno mantenuto, è emersa in maniera dirompente durante l'alluvione dell'Ottobre del 2011. Per portare a compimento il percorso di risanamento ambientale, ma anche produttivo, è necessario che ogni singola realtà comunale esegua un censimento del proprio territorio. Il censimento serve a creare una panoramica all'organismo creato per vagliare le future progettualità che insisteranno sulle varie località, riuscendo in questo modo a comprendere se queste siano produttive oppure non si contestualizzino in maniera ottimale con il contesto in cui dovrebbero sorgere.

Per ora sono solamente quattro i comuni lunigianesi che hanno compiuto questo percorso: Aulla, Fosdinovo, Fivizzano e Bagnone. La causa di uno studio a macchia d'olio e non acora completo sarebbero da imputare al poco personale a disposizione dei vari municipi che possano sviluppare questa grande mole di lavoro. L'ipotesi iniziale era che ogni municipalità desse questo compito ad un tecnico del luogo, anche considerando la maggiore conoscenza dell'area da parte di quest'ultimo, con una riduzione dei tempi e con una maggiore facilità nella preparazione della documentazione da immettere nel database regionale.

L'aumento dei tecnici, attualmente fermo a tre, per svolgere questa funzione censitaria terriera è legato alle sovvenzioni regionali che potranno essere disposte in futuro, legando la loro consistenza alle esigenze di bilancio

. Enzo Manenti, delegato all'Agricoltura per l'Unione dei Comuni spiega come la Banca della Terra sia «un'innovazione incredibile che va a dare una nuova composizione al territorio eseguendo una scansione delle terre che possono essere nuovamente rimesse in attività. Per fare questo però deve essere eseguito necessariamente il censimento. Ci sono molte aziende che potrebbero ampliare la loro produzione annettendo terreni che sono loro limitrifi, ma in totale stato di abbandono.

La Banca della Terra pone un profondo stravolgimento del comune senso di proprietà privata, facendolo divenire subalterno al concetto di pubblico interesse. Abbiamo numerosi terreni che non sono manutentati in quanto i proprietari non sono a conoscenza di queste proprietà.

Gli imprenditori agricoli diverranno anche agenti di prevenzioni nei confronti del dissesto, con ricadute positive in termini economici sul territorio».

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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