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il caso

Massa, danni per la bufera di vento: nessun risarcimento

Chiara Sillicani
Massa, danni per la bufera di vento: nessun risarcimento

Per l’assicurazione non è colpa del Comune, ma i cittadini minacciano la causa. Palazzo civico tenta la mediazione

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MASSA. È il finimondo: il vento ha una forza impressionante. Tetti scoperchiati, auto distrutte, scooter lanciati in aria come fogli di carta. Rami spezzati, alberi sradicati. È il 5 marzo del 2015.

Il giorno seguente comincia la conta dei danni. La fa il Comune (li stimerà in 3 milioni), la fanno anche tanti massesi. C’è chi si è ritrovato con la macchina - o le macchine - ridotta a lamiere sotto il peso di un albero, chi ha lo scooter ko per i rami finiti sulla carena. Chi i danni li ha alla casa o al giardino.

Danni pesanti e la speranza di un risarcimento che, però, dopo oltre un anno di attesa ancora non si vede. Neppure all’orizzonte. Chi con i danni è costretto a fare i conti - è proprio il caso di dirlo - bussainfatti, alle porte di via Porta Fabbrica: il Comune ha un’assicurazione per la responsabilità civile e il cittadino si aspetta che quell’assicurazione paghi. Il ramo che ha distrutto il motorino - per esemplificare - è caduto da alberi su proprietà comunale e che il Comune avrebbe dovuto curare, dunque il risarcimento è dovuto.

Ma la questione si complica perché in ballo non c’è il caso scuola dell’anziana che cade in strada per una buca: a c causare danni è stato il maltempo e pioggia e vento sono, per così dire, cause di forza maggiore. Se piove forte, se le folate mette ko case e auto - queste le argomentazioni - non è certo colpa del Comune. Perché quindi la sua assicurazione dovrebbe pagare? Non la vedono proprio così, le decine di massesi che, ad oltre un anno dai danni, ancora non hanno visto un euro.

Vero - ribattono - che vento, fulmini e tuoni non sono colpa del Comune, altrettanto vero che se il vento ha abbattuto piante o fatto piovere rami dagli alberi, è perché Palazzo civico non ha curato il verde come avrebbe dovuto, non ha svolto la manutenzione con regolarità. Se così fosse stato - proseguono - se le potature fossero state fatte quando di dovere, i danni non ci sarebbero stati o sarebbero stati più contenuti.

È con queste tesi che parecchi si preparano a ricorrere alla giustizia amministrativa per rivendicare il diritto al risarcimento. L’amministrazione, da parte sua, tenta di evitare - tanto per rimanere in tema - una pioggia di ricorsi: dà, quindi, incarico agli uffici legali di fare verifiche sull’argomento “risarcimento e meteo”. E sta valutando se sia possibile confrontarsi con chi ha riportato danni senza doversi “affrontare” in sede di tribunale amministrativo regionale.

A giorni, infatti, dovrebbe svolgersi un incontro, alla presenza del sindaco Volpi, proprio per fare il punto con i cittadini che ritengono di aver diritto ad un risarcimento per i danni causati dalla tempesta del 5 marzo 2015.

 

 

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