Finanza
«All’ospedale vecchi apparecchi»
FIVIZZANO. Alcune apparecchiature diagnostiche inadeguate per la radiologia dell'ospedale cittadino fanno insorgere Le Donne dell'8 Marzo, comitato tutto femminile, che già in passato aveva...
FIVIZZANO. Alcune apparecchiature diagnostiche inadeguate per la radiologia dell'ospedale cittadino fanno insorgere Le Donne dell'8 Marzo, comitato tutto femminile, che già in passato aveva intrapreso azioni per rivendicare il diritto alla salute. "Attualmente dobbiamo segnalare scrivono le Donne dell'8 Marzo- l'inadeguatezza delle apparecchiature diagnostiche della radiologia: ecografo e mammografo, considerato che le ecografie vengono effettuate solo a Fivizzano per tutta la Lunigiana e dell'ambulatorio ginecologico".
Il comitato femminile pone poi l'accento in riferimento a quanto dichiarato dal consigliere regionale Bugliani «che presto saranno reintegrati i mammografi presso gli ospedali di Pontremoli e Fivizzano con l'acquisto di un mammografo di ultima generazione per Pontremoli e il riciclo di un mammografo proveniente da Carrara per Fivizzano, diciamo no alla discriminazione sanitaria».
La loro considerazione è che «la parità di trattamento, prevenzione e cura sono il diritto cardine di tutti i cittadini, quindi non è accettabile che vengano acquistate attrezzature di alta qualità, per certi presidi ospedalieri e vengano invece trasferiti all'ospedale di Fivizzano attrezzature dismesse da altri».
In buona sostanza per il comitato cittadino per avere dei buoni livelli di assistenza «è necessario che anche Fivizzano venga dotato di tutti gli strumenti, attrezzature, apparecchiature e personale adeguati. Non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B come già ribadito più volte in precedenza. La società della salute, deve vigilare sul funzionamento dei servizi anche territoriali e l'idoneità delle apparecchiature utilizzate. Se le prestazioni all'ospedale di Fivizzano diminuiscono dipende anche dalla qualità delle apparecchiature e dalla politica aziendale che dirotta i pazienti in altri presidi e la perdita di servizi essenziali ha una ricaduta negativa su tutto il nostro territorio che ha già perso molto delle sue potenzialità in campo lavorativo, culturale e abitativo».
Le Donne dell'8 marzo assieme a tutti i cittadini della zona delle Lunigiana orientale sperano quindi "che vengano tenute in considerazione le nostre istanze" con l'annuncio che il Comitato rimarrà vigile sull'evolversi della situazione.
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