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Mitica Francesca «Io come Buffon: siamo eterni»

Mitica Francesca «Io come Buffon: siamo eterni»

A 37 anni vince la sesta Champions con Casalmaggiore È stata la migliore giocatrice della finale: la favola continua

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MASSA. Nello sport, si sa, le favole talvolta accadono. Ma le favole non nascono per caso; prendono forma lentamente, crescono via via, vittoria dopo vittoria, sofferenza dopo sofferenza prima di aprire gli occhi e capire che il tripudio è pura realtà. Queste pagine di storia però non possono essere scritte senza “penne” importanti, senza, per meglio dire, protagonisti o protagoniste che nel campo da gioco decidono l'andamento delle cose, al di là che si indossi una maglia gloriosa o una maglia che gloriosa vuole diventare, dimenticandosi magari di rappresentare una piccola realtà. Ecco, spiegandola così, si può capire un po’ meglio il miracolo della Pomì di Casalmaggiore, squadra femminile di Pallavolo che, guidata dall'intramontabile atleta massese Francesca Piccinini, si è presa la briga di vincere la Champions spazzando via le turche della Vakifbank Instanbul in finale e riportando il massimo trofeo in Italia dopo sei anni. E la Piccinini si è pure beccata il titolo di migliore giocatrice (si dice Mvp).

«Sì, mi sento come Buffon. Eterni, decisivi, ci mettiamo l'anima e siamo di supporto ai giovani», ha dichiarato Francesca citando il quasi concittadino portiere della Juventus a cuoi è legata da un'amicizia di lungo corso.

A 37 anni e con un passato pluridecorato di trionfi sia a livello di club che di Nazionale, la Piccinini gioca ancora come una ventenne ma, fondamentale, con tanta, tanta esperienza in più e anche tanta rabbia in più per dimostrare che, certe critiche passate, facevano meglio a sfogarsi da qualche altra parte. È stata lei a prendere per mano le compagne, a spronarle e a caricarle; insomma, a guidarle nell'impresa che resterà nella storia pallavolistica nazionale e non. Per Francesca Piccinini si tratta della sesta vittoria in Champions: chapeau per chi non smette mai di trovare stimoli e, soprattutto, di trasmetterli. E poi, a 37 anni, certi successi hanno tutto un altro sapore, gustato con un palato differente, più consapevole rispetto alla garrula fierezza tipica delle età più giovani (Francesca, dopo essere cresciuta nella Robur Massa, la sua prima Champions l’ha alzata a 21 anni con Bergamo). Un trionfo speciale che non lascia indifferente la popolazione massese tanto che pure l'amministrazione comunale, per bocca dell'assessore alla Promozione Turistica, Elena Mosti ha voluto esprimere tutta la sua gioia per l'ennesima impresa della sua concittadina. «Una sportiva eccellente - dice Elena Mosti -, una giocatrice di successo, simbolo importante per le giovani atlete che si avvicinano a questo sport duro e affascinante. A Francesca Piccinini e al Casalmaggiore i complimenti della nostra amministrazione. È un onore per Massa celebrare le vittorie di questa giocatrice che con la sua bravura dà valore a tutto il nostro territorio».

Già, Francesca è certamente l’espressione massima di cosa significa lottare e fare sacrifici prima di arrivare e non fermarsi mai. Più in generale, probabilmente la favola di Casalmaggiore dovrebbe essere presa come esempio per crescere anche nelle realtà più “piccole”. Per attrarre progetti però occorre creare le condizioni giuste.

Alessandro Tabarrani

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