Il Tirreno

Porto di Marina di Carrara, traffici ancora giù: la speranza è in Grendi

Sara Lavorini
Porto di Marina di Carrara, traffici ancora giù: la speranza è in Grendi

Movimentazione merci scesa a 1,5 milioni di tonnellate: era di 3,2 milioni nel 2012. Pesa l’addio di Nieddu, ma il fatturato della Porto Spa vola a 23,9 milioni di euro

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CARRARA. Nonostante il fatturato della Porto Spa sia di 23.893.473 milioni di euro lordi (bilancio 2014, ultimo disponibile), il porto di Marina di Carrara è in crisi di traffici. Le merci transitate sulle banchine apuane sono passate da 3.200.000 tonnellate nel 2012 alle 1.500.000 nel 2015. Una crollo certamente legato alla congiuntura internazionale, che colpisce anche il settore marittimo, ma forse anche alla mancanza di investimenti sul porto di Carrara. Lo scalo dovrebbe essere potenziato, con finanziamenti previsti dall'accordo di programma del maggio 2015, con 74 milioni di euro. Di questi 74 milioni, 8 milioni erano destinati per le bonifiche, 35 milioni alla logistica portuale, 18 milioni per la rete ferroviaria interna all’ area apuana e 13 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico. Ma gli interventi ancora non sono partiti.

«Il 2015 non è stato certo un anno positivo per la movimentazione merci al porto di Marina - afferma Luca Mannini segretario della Fit-Cisl Massa Carrara - il volume di traffico si è fermato a circa 1.500.000 tonnellate contro le 1.700.000 del 2014 e le 1.800.000 tonnellate del 2013. Dati ben lontani dal 2012 quando la movimentazione merci ha raggiunto circa le 3.200.000 tonnellate». La progressiva diminuzione dei traffici è stata in parte determinata dall’uscita della società Nieddu dallo scalo carrarese, che aveva operato sulle banchine per circa 3 anni. Ma è in parte anche il riflesso della crisi del territorio di Massa Carrara, che registra segnali negativi sull' occupazione: nel 2015 si sono avute il -5% di imprese, il -10,3% di occupati e il -12,2 % di ore lavorate.

A risollevare la situazione di crisi e riportare nuova occupazione al porto potrebbe essere la nuova società genovese, il Gruppo Grendi, che ha già annunciato investimenti per 8 milioni e l'assunzione di 25 persone (di cui 10 entro breve). «Sicuramente è molto positivo l’arrivo del Gruppo Grendi - continua Mannini - dato che effettuerà servizio Ro-Ro con la Sardegna. Grendi con il suo arrivo va a compensare la perdita della società Nieddu che effettuava traffico Ro-Ro fino alla fine del 2012. La nuova società dovrebbe operare a pieno ritmo a partire da maggio e il volume di traffico per il 2016, secondo stima, sarà di circa 700.000 tonnellate. Nel 2017, lavorando su 12 mesi, invece il traffico potrebbe salire a 1.200.000 tonnellate per poi arrivare a regime di 2.400.000 tonnellate l’anno nei prossimi anni».

Non prevedibili, invece, almeno per adesso, gli effetti derivanti dalla riforma delle Porto Authority prevista dal governo, che punta alla soppressione delle attuali 23 Autorità e la creazione di nuove 15 Autorità di Sistema Portuale, con Marina di Carrara sotto quella di La Spezia. Ma la Cisl è preoccupata: «Vi è già stato un “espatrio” in terra ligure dal punto di vista del management - conclude Mannini - che rischia di far mancare o anche solo ridurre a questo territorio nel lungo periodo, i finanziamenti necessari da parte della Regione Toscana. Segnaliamo poi un'altra nota negativa: da una parte si sono soppressi i Comitati Portuali diminuendo il ruolo dei corpi intermedi e dall'altra, il personale delle Autorità portuali è stato inquadrato sotto il pubblico impiego, ricreando quell'ambiguità contrattuale che non favorisce la chiarezza e la natura delle attività svolte, mettendo così lavoratori in un quadro legislativo di incertezza e precarietà».

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