Il Tirreno

Zaccagna, un viale pericoloso

 Zaccagna, un viale pericoloso

Palestre, bar, mercatini, aziende: strada sempre più frequentata, ma senza strisce

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CARRARA. È una mamma, a nome di un gruppo di genitori i cui figli frequentano la scuola di danza Amusia a lanciare l’allarme sulla pericolosità di viale Zaccagna. «I nostri ragazzi non posso andare da soli alla scuola di danza perchè attraversare la strada è pericolosissimo. Le auto passano veloci, passano tantissimi camion, non ci sono strisce pedonali, c’è un gran traffico. Attraversare il viale è un’impresa anche per noi adulti. Da anni chiediamo che vengano messe delle strisce, magari con dissuasori per rallentare i mezzi, ma non ci ascoltano».

Hanno ragione da vendere le mamme. Viale Zaccagna si è in questi ultimi tempi trasformato, riempiendosi di attività di generi e tipologie diversissime ma con un denominatore comune: quello di attrarre tante persone e tante auto. Ed è diventata una strada ad altissimo tasso di circolazione, come se fosse in centro città.

Il viale è essenzialmente l’arteria di collegamento fra la zona industriale e il porto e come tale ha sempre funzionato sostenendo un traffico in prevalenza fatto di mezzi pesanti. La nascita del comparto artigianaleall’ex Coke e la presenza di varie aziende (marmo in prevalenza ma anche officine e altro) non ne ha modificato la vocazione. Poi, ha aperto una frequentata palestra, la “Heavy work” all’altezza del ponte dell’autostrada. Ancora più di recente, nella parte più vicina al mare, sono stati aperti : un mercatino dell’usato, un bar-pasticceria, altre due palestre (una di arti marziali) e la scuola di danza Amusia. Nel frattempo, Pignone insediava lungo il viale il suo Yard per l’allestimento dei super moduli per gli impianti di idrocarburi (dove lavorano centinaia di persone) e si aprivano anche alcuni uffici.

Viale Zaccagna, insomma, è diventata , oltre che una importante strada di collegamento, anche una delle zone più vivaci e frequentate del territorio dove ogni giorno si recano, non è esagerato dirlo, migliaia di persone. Quasi tutte in auto, perchè la zona è periferica, lontana dalle abitazioni e per nulla servita dai mezzi pubblici. Con l’inevitabile effetto collaterale di diventare anche una strada ad alto tasso di pericolosità, soprattutto per i pedoni. Lasciare l’auto su un lato del viale e cercare di raggiungere l’altro lato è un’impresa. Senza strisce pedonali, poi, diventa un azzardo.(c.f.)

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