Il Tirreno

«Volevo un partito unito, ho fallito»

«Volevo un partito unito, ho fallito»

Il sindaco Buffoni fa un piccolo mea culpa e poi attacca: «Gianni, stai alla larga dalle malelingue»

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MONTIGNOSO. «Gianni è un matto e io lo so, perché sono rinsavito da poco, da quando cioè ho deciso di non voler più fare il sindaco». Inizia così Narciso Buffoni, il sindaco di Montignoso, che per Gianni Lorenzetti ha solo parole di grande stima: «Fare l’amministratore in questi anni e per gli anni a venire sarà devastante; soltanto un grande uomo, onesto e leale, con tanto amore per la sua terra, poteva accettare questo incarico».

Buffoni è schietto: «Nel 2011 mi ero dato un obiettivo, quello di costruire un Pd unito e un centro sinistra unito; ho fallito, non solo per colpa mia; nel 2011 non si è rimarginata nessuna ferita; la mia colpa-continua Buffoni- è stata quella di proporre un nome, quello di Gianni Lorenzetti, quando non c’era nessun altro nome ad affiancarlo. Oggi posso dichiararlo apertamente: se le minoranze avessero avanzato una candidatura, avremmo fatto le primarie. Ma al di là dei proclami, primarie a tutti costi, c’era il nulla. Non porto rancore- continua- e a Gianni voglio insegnare una lezione importante: stai alla larga dai pettegolezzi, dalle polemiche e dalle malelingue; spargere veleno è troppo facile in un paese piccolo come Montignoso, ma è anche pericoloso. Può venirne ucciso anche chi lo diffonde per primo». E ancora: «Pianta il seme della cultura- consiglia Buffoni- come ha fatto l'imprenditore Cucinelli con i suoi operai, regalando ad ognuno 500 euro da spendere in libri, biglietti del teatro, formazione e abbonamenti ai quotidiani; non ti fidare di interlocutori muti e ignoranti; un paese cresce se crescono i suoi abitanti». «Vinceremo- conclude Buffoni- perché qui vedo il gruppo; qui c’è la parte migliore del popolo di Montignoso». (mdan)

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