Vittorio Sgarbi: mi candido a curare la prossima Biennale
Il critico d’arte in città per visitare la mostra di Pezzica rilancia la rassegna che non c’è più: metterei solo marmo. L'occasione per far tornare a Carrara Sgarbi è stata la mostra dedicata all'artista carrarese Giuseppe Pezzica. Oltre cinquanta le opere, visitabili dallo scorso 19 marzo fino al 23 Aprile a Palazzo Binelli
CARRARA. «Se il sindaco mi chiamasse per curare la Biennale qui a Carrara, io risponderei di sì», parola di Vittorio Sgarbi. Si è espresso così il notissimo opinionista, scrittore, critico e storico dell'arte, in visita a Carrara. E lo stesso Sgarbi ha poi proseguito: «Sono sempre disponibile per Carrara. Prometto una Biennale solo di marmo» anche perché «nell'ultima edizione (Post Monument, XIV Biennale di Scultura di Carrara, curata da Fabio Cavallucci, 2010, ndr) della Biennale, nella capitale mondiale del marmo, c'era tutto fuorché il marmo, paradossalmente».
L'occasione per far tornare a Carrara Sgarbi è stata la mostra dedicata all'artista carrarese Giuseppe Pezzica. Oltre cinquanta le opere, visitabili dallo scorso 19 marzo fino al 23 Aprile a Palazzo Binelli, della mostra curata dal figlio Gianpaolo e da Enrica Frediani, con il patrocinio del Comune di Carrara e della Regione Toscana e il contributo della Fondazione CrC. Quel Pezzica che, tra le altre cose, della Biennale a Carrara fu proprio uno degli ideatori, nel lontano 1957 (anno della prima edizione).
«Uno scultore mancato» l'ha definito il critico d'arte durante la visita in cui è stato guidato dal figlio di Giuseppe Pezzica, Gianpaolo, dal presidente della Fondazione CrC Alberto Pincione, nonché dai molti accorsi in via Verdi per vedere dal vivo una delle facce più note della Tv. Vulcanico, ironico, sempre con la battuta pronta, Sgarbi è rimasto colpito dalle opere dell'artista carrarese, su cui si è molto soffermato, parlando, con la conoscenza che lo contraddistingue, del periodo storico novecentesco in cui ha lavorato Pezzica e dell'astrazione delle opere resa attraverso il marmo di Carrara. Ha apprezzato, dunque, quell'artista molto dotato e legato al suo territorio in cui nel 1968 è stato autore delle prime sistemazioni del Museo del marmo.
Vittorio Sgarbi ha poi presentato il suo libro “Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio. Il tesoro d'Italia. Vol. III”, edito da Bompiani, con opere da Michelangelo fino a Caravaggio, passando per artisti più e meno noti, stregando la platea con una lezione di arte e, più generalmente, una lezione sulle enormi potenzialità della cultura italiana su cui andrebbe senz'altro puntato di più. «Un sentito ringraziamento a Vittorio Sgarbi – ha concluso Gianpaolo Pezzica – e spero che la mostra sia piaciuta». Una bella mattinata stimolante di cultura, carrarese e non, e la disponibilità di una personalità di spicco, dunque, come quella di Vittorio Sgarbi per curare una Biennale Internazionale di Scultura che manca da Carrara ormai da quasi sei anni.
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