Il Tirreno

Trenino in centro, i commercianti: "E' solo un palliativo"

Chiara Sillicani
Trenino in centro, i commercianti: "E' solo un palliativo"

I dubbi di commercianti e i residenti: da solo non aiuterà i negozianti in crisi. Per rilanciare il settore servono progetti

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MASSA. A qualcuno l’immagine dei vagoni colorati che si snodano per le vie della città piace molto. A qualcun altro, invece, un trenino che “scodinzola” tra i parcheggi e il centro storico pare davvero un’idea mal concepita: dispendiosa e inutile. Un fuoco di paglia, un successo destinato a durare il tempo di un’estate e nulla più.

Certo è che tutti - favorevoli e contrari - sono concordi nel sostenere che il trenino sia solo una tessera del puzzle. Insomma, se c’è da rilanciare il centro storico, se la sfida è portare massesi e turisti in città, beh allora i vagoni non bastano. Ne è convintissimo Marco Mercanti: presiede l’associazione “Cittadini del centro” e ammette che sentir parlare di trenino per il rilancio lo fa sorridere. «A chi vive in centro - è l’analisi di Mercanti - il treno non reca alcun disturbo, ma credo proprio che neppure rechi vantaggio ai commercianti, non penso che questa sia la risposta ai problemi di un settore in crisi. Non è una soluzione, ma solo un palliativo». Forse i primi mesi la curiosità vincerà sui dubbi e grandi e piccini vorranno farsi un giro seduti sui vagoni, ma «superata l’ebbrezza della novità - è il pronostico di Mercanti - il trenino non sortirà alcun effetto. I negozianti abbassano le serrande, i fondi sfitti aumentano e l’amministrazione propone il trenino. Non condivido e soprattutto - conclude il presidente dell’associazione - ancor meno condivido che si spendano risorse, seppure minime, per iniziative di questo genere, i soldi si investano piuttosto nella cura, nella pulizia, nell’arredo urbano».

Il trenino non piace a Mercanti, nè piace a Giuseppe Pieretti, titolare dell’enoteca “Pane e Pomodoro” e presidente della sezione “Giovani imprenditori” di Confcommercio: «Ci saliranno bambini e ragazzi, faranno un giro e nulla di più. Sono a favore di qualsiasi iniziativa contribuisca alla vivacità del centro storico, ma davvero al trenino avrei preferito altro».

Poi quel generico “altro” lo definisce: «Inutile la spola tra le vie del centro storico e i parcheggi, è a Marina che dobbiamo “prelevare” gente per portarla in città. È lì - ecco la proposta - che dobbiamo creare un centro informazione efficiente in cui i giovani che studiano i temi del turismo si mettano alla prova. Un’occasione per pubblicizzare il lavoro del Ccn, le proposte dei commercianti, gli eventi e le iniziative». Insomma, integrazione tra il mare e la città: sul litorale si intercettano i turisti e si presenta loro il centro storico. E se trenino deve essere, almeno i vagoni corrano fino alla marina per risalire poi in centro storico e godersi la città. Sfida nella sfida, però, perché quella città va riempita di contenuti. Insomma, bisogna dare ai massesi - e non solo - un motivo per venire in centro perché quando il motivo c’è, di gente se ne vede tanta.

Per dirla con le parole di Paolo Arpagaus, presidente provinciale di Confesercenti e titolare del bar pasticceria in via Dante: «Adesso c’è da riempire di contenuti un bel contenitore». Vale a dire: fatta la zona a traffico limitato, va dotata di attrattiva. Arpagaus della ztl è un sostenitore della prima ora e il suo sì lo ribadisce anche oggi. Sì al centro chiuso e sì al trenino: «È un’idea carina, tutto ciò che può contribuire alla qualità del centro storico deve essere accolto. Le iniziative oggi ci sono, il centro commerciale naturale lavora bene, la Ztl è un percorso in cui ciascun elemento (dal parcheggio alla manifestazione ndr) determina effetti sugli altri».

Certo la crisi c’è e Arpagaus lo conferma, ma il dito contro la chiusura del centro non lo punta: «La crisi è pesante, sento parlare di fondi sfitti in centro, ma i fondi vuoti sono dovunque, forse più numerosi che in città». Poi il segnale positivo: «La prima fase della ztl non è semplice, la contrazione è fisiologica. La sfida adesso è passare alla fase successiva». Quella del contenuto nel contenitore. Appunto.

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