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«Ridateci pronto soccorso e 118». Parte la raccolta di firme a Carrara

«Ridateci pronto soccorso e 118». Parte la raccolta di firme a Carrara

Entra in azione il neonato Comitato di cittadini per la difesa della sanità locale e cita un sondaggio: l’87,23% dei carraresi considera la chiusura dell’ospedale la peggiore scelta della politica locale

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CARRARA. Debutta il “Comitato per primo soccorso e urgenza Carrara”, il neonato gruppo di cittadini che chiede il ritorno del pronto soccorso al Monoblocco. E debutta con un sondaggio «fatto su un campione di 1500 cittadini» che evidenzia come l’87,23% degli interpellati si sia detto contrario alla scelta fatta dalla politica locale di chiudere l’ospedale di Carrara. Il comitato non fornisce dettagli su come sia stato somministrato il sondaggio, ma il risultato che cita è incontrovertibile: 1309 persone su 1.500 interpellate sono contrarie al Noa. Anzi, «si dicono infuriate in particolare con le ultime amministrazioni civiche, incapaci, a loro dire, di aver tenuto testa alle politiche dell'Asl provinciale e regionale nel piano della riforma sanitaria voluta dal governatore Rossi. La chiusura dell'Ospedale di Carrara appare infatti alla quasi totalità degli intervistati una scelta illogica, la peggiore forse di tutte le azioni fatte dalle diverse amministrazioni avvicendatesi negli anni; una vergognosa scelta dettata unicamente non dal buon senso e ma dagli interessi privatistici di pochi a discapito della salute di tutti», commenta il comitato.

Ma la recriminazione su scelte ormai irreversibili è soltanto la premessa, la base di partenza dell’azione del comitato per il Primo soccorso che si è riunito la sera scorsa per la prima volta nella sala di rappresentanza di palazzo civico e si è immediatamente messo in moto per la raccolta delle firme per ottenere la riapertura del “punto di primo soccorso e urgenza” nei locali precedentemente occupati dal pronto soccorso dell'ospedale di Carrara.

Tre obbiettivi che i difensori del monoblocco si pongono. Al primo posto la riapertura di un punto di Primo soccorso di urgenza in orario continuato per tutti e sette i giorni della settimana, 24 ore su 24 negli stessi locali in cui esisteva fino al novembre 2015 il Pronto soccorso nell'Ospedale di Carrara, con la reperibilità di medici, tecnici e assistenti e con almeno due ambulanze sempre presenti. In sostanza, questa è la proposta del comitato, un pronto soccorso per casi di urgenza “minore”, dove chi arriva “potrà essere visitato, medicato, curato e qualora le condizioni risultassero gravi, essere stabilizzato per poter poi raggiungere il Noa o comunque un nosocomio opportuno”.

Secondo obiettivo, La riapertura della centrale operativa provinciale del Pronto Intervento "118" attualmente unificata con sede nell'Ospedale Versilia e che oggi ha competenze su Massa, Carrara, l'intera Lunigiana, Lucca, tutta la Garfagnana, Viareggio e l'intera Versilia.

Terzo punto l’apertura «a pieno regime» delle Case della Salute dislocate sul territorio del Comune di Carrara con le funzioni programmate dal Pal (Piano Attuativo Locale).

«Chi si rompe un dito o ha bisogno di punti di sutura e cose similari – spiega il comitato che ha in Paolo Biagini la sua “voce” nel gruppo Facebook che ha creato – può far riferimento a Monterosso alleggerendo così il carico sul Noa, ma fornendo anche un servizio più veloce ed efficiente sul territorio, specie per chi abita nel centro cittadino e nelle zone limitrofe, chi vive nei paesi a monte senza contare poi le cave di marmo; in più la presenza al monoblocco di macchinari come la Tac e l'intera Unità di Radiologia oltre a molti altri servizi attualmente già presenti all'interno del monoblocco di Carrara aiuta certamente a risolvere la situazione in tempi più brevi».

Il Comitato, insomma, nasce con l'intento di poter risolvere una situazione negativa venutasi a creare per un progetto che definisce illogico e insensato.

«Per questo – proseguono i cittadini pro Pronto soccorso – è necessaria la collaborazione di tutti, per riappropriarci di quello che tutti i cittadini si sono visti rubare sotto il naso: il loro diritto alla salute. Non è piangendosi addosso o commiserandosi o rassegnandosi che si ottengono le cose». E lo strumento per “ottenere le cose” è in questa fase la raccolta di firme, perchè la struttura di Monterosso adeguatamente attrezzata «può ridurre notevolmente le difficoltà che si stanno verificando al Pronto Soccorso del Noa e che sono le stesse che si erano già verificate e continuano a verificarsi nelle altre tre strutture gemelle di Lucca, Prato e Pistoia. In più pensiamo all'impennata che ci sarà al Pronto Soccorso di Marina di Massa durante la bella stagione con vacanzieri e turisti. La situazione è già critica adesso. Per di più i tempi di percorrenza sono eccessivi e spesso possono essere anche fatali».

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