Il Tirreno

«In via Palestro l’arrivo delle truppe americane e l’inizio della libertà»

«In via Palestro l’arrivo delle truppe americane e l’inizio della libertà»

Il racconto di Silvio Bigi testimone della liberazione di Massa in occasione del 71esimo anniversario. Oggi la cerimonia

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MASSA. Il 10 aprile ricorre il 71° anniversario della liberazione di Massa dall’occupazione nazi-fascista e come di consueto la data è celebrata con manifestazioni, tutte incentrate ad onorare la memoria dei partigiani.

Il programma si articola lungo il mese di aprile che diventa “Mese della Memoria” per ricordare gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Massa e della sua popolazione che, per le sofferenze patite, è stata glorificata della medaglia d’oro al merito civile. La seduta solenne del consiglio comunale che si terrà a palazzo comunale dalle 9 di stamani apre il calendario delle manifestazioni che prevedono, sempre oggi, la cerimonia commemorativa della Liberazione con la deposizione di corone al monumento ai Caduti di piazza Aranci, al cippo in ricordo di Arnaldo Pegollo e al monumento alla Resistenza in largo Matteotti con l’accompagnamento della Banda Musicale del Guglielmi.

Ma ecco come ricorda la Liberazione il testimone oculare Silvio Bigi, che all’epoca era solo un bambino: «Il 10 aprile, anniversario della liberazione di Massa da parte delle truppe alleate, resta per me un giorno indimenticabile perché rappresenta veramente la fine di un periodo spaventoso, giorno che trovò fortunatamente sopravvissuta tutta la nostra numerosa famiglia. In via Palestro abbiamo assistito all’arrivo delle prime truppe americane che hanno liberato Massa. Già da qualche giorno prima di quel 10 aprile si capiva che per noi la fine della guerra era imminente, perché i tedeschi avevano iniziato la ritirata e passavano per via Palestro con le camionette, le moto sidecar, a piedi (molti anche se feriti) ed anche in barella, per dirigersi all’unico ponte rimasto intatto, quello di Maria Beatrice d’Este, che conduceva alle strade verso il Nord. Ma sempre la mattina del 10 aprile, molto presto, saranno state le cinque si sentì una forte esplosione: era saltato anche quell’ultimo ponte. Dopo sono cominciate a passare le prime truppe liberatrici, a piedi e in fila come si vede nella fotografia (vedi sopra). Si può immaginare la nostra gioia per quello che vedevamo perché ciò significava la fine di tutte le peripezie e della fame che avevamo tanto a lungo sofferto. Fra le persone che si vedono nel marciapiede a sinistra, dove finisce il muro del pomerio e cominciano le abitazioni ci sono anchiio. Un episodio mi è rimasto molto impresso: uno dei primi soldati che sono transitati davanti a noi, giunto all’arco che al Borgo del Ponte si affaccia sul Frigido è stato centrato in pieno e ucciso da una fucilata sparata da due tedeschi appostati di là dal fiume, che poi sono fuggiti a bordo di una motocarrozzetta. Questo militare, che ha sacrificato la propria vita per liberare Massa l’abbiamo visto ripercorrere via Palestro in senso inverso steso su una barella portata da due suoi commilitoni. Questo è uno dei tanti eroi dei quali non si è mai sentito parlare. Dopo i primi soldati a piedi sono iniziate a passare le grosse jeep e noi gli facevamo festa. Ricordo che da un camion un militare mi lanciò un pacco di biscotti ed io da portiere maldestro lo parai col naso cosa che mi provocò una fuoruscita di sangue. Tanta era la fame che non ci feci caso e trovai i biscotti squisiti. Le avventure di guerra non erano per noi ancora terminate; infatti, mentre stavamo guardando passare le colonne degli americani una cannonata tedesca sparata da Punta Bianca (Golfo di Spezia ) colpì a pochi metri da noi la casa dell’avvocato Ciani e ferì gravemente la signora Rosina, che abitava all’ultimo piano. Verso mezzogiorno abbiamo visto transitare da via Palestro la colonna dei partigiani che con le bandiere rosse andavano verso piazza Aranci. Ricordo anche che nel pomeriggio è passato davanti a noi un soldato americano di colore che col fucile puntato dietro stava accompagnando un prigioniero tedesco che si era nascosto nella casa dei Cecchieri. Un partigiano vedendo il tedesco con le mani alzate gli si avventò contro, ma l’americano a quel punto voltò l’arma contro di lui e non permise che venisse fatta violenza al suo prigioniero. Tante sono le cose che stando in via Palestro abbiamo visto, ma la cosa che ricordo con gran piacere, perché per un certo periodo ha posto fine agli stenti della guerra è stato il magazzino dei generi alimentari che gli americani misero nelle scuole proprio davanti a noi. Mangiare il pane di farina bianca e tante altre cose buone per noi è stato il massimo».

Tornando a oggi: si terrà anche la cerimonia della consegna della Costituzione a tutti i neo diciottenni. L’appuntamento è per il 21 e 22 aprile al teatro Guglielmi dove andrà in scena lo spettacolo teatrale I Carnefici con Daniele Biacchessi e Giulio Peranzoni. Tra le altre iniziative torna - tra oggi 11 e il 16 aprile dalle 9 alle 11 - lo spettacolo itinerante interattivo per le scuole Memobus a cura della compagnia Giardino delle Parole. Si terranno, inoltre, aperture straordinarie della Mostra della Resistenza Città di Massa allestita presso l’ex deposito Cat e del Rifugio antiaereo della Martana .

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