Il Tirreno

«Ecco come cambierò Montignoso»

di Manuela D’Angelo
«Ecco come cambierò Montignoso»

Gianni Lorenzetti presenta il suo programma elettorale al cinema Rosi e annuncia: «La minoranza sta fuori del Pd»

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MONTIGNOSO. “Insieme per Montignoso. Lorenzetti sindaco” è il nome della lista che presenterà Pd, Sel, Psi e Rifondazione alle prossime elezioni comunali, con «quel bravo ragazzo» di Gianni Lorenzetti. Così lo hanno definito tutti sabato mattina al cinema Rosi: «Lorenzetti, uno che può vantarsi, tra i pochi, di alzarsi la mattina per andare a lavorare duramente»; «un ottimo amministratore, incline al dialogo, sempre pronto a risolvere i problemi, mai a crearli»; «un grande lavoratore, lungimirante e politicamente valido». «Un uomo dalla schiena dritta, il candidato ideale e naturale» ha esordito il segretario comunale del Pd di Montignoso Marino Petracci. Nel simbolo elettorale c’è l’arcobaleno della pace e dei diritti, ci sono le tre rose di Montignoso, il mare di Cinquale e la montagna; poi ci sono le sigle di tutti i partiti di coalizione: «Qualcuno me lo aveva sconsigliato- spiega Gianni Lorenzetti-, perché pare che oggi la popolazione sia avversa ai partiti e che l’anti politica vinca su tutto; ma io sono uomo di partito e credo che senza non esisterebbe democrazia; per questo li ho voluti tutti dentro al simbolo. Doveva essere chiaro. Noi siamo questi».

Gli alleati. Il cinema Rosi, altro simbolo di tante battaglie e decisioni politiche forti, si è presto riempito di persone e c’era, soprattutto, il Pd che conta: quasi tutti i renziani, tutta la dirigenza provinciale e tutti i rappresentanti degli alleati fedeli. Seduti al tavolo della coalizione c’erano: il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni, il segretario provinciale del Pd Cesare Leri, il già citato segretario comunale del Pd Marino Petracci, Luca Nicolini, segretario di circolo Montignoso centro e coordinatore della campagna elettorale; Piero Guadagni, presidente del comitato elettorale e factotum; il segretario comunale del Psi Luca Benedetti e quello di Sel Aldo Fialdini; per Rifondazione l’assessore uscente Andrea Gabrielli.

Il programma. Cinque pagine, snelle e concise; nessun libro dei sogni, meno di dieci punti per parlare di bilancio, urbanistica, ambiente, sicurezza, scuola, turismo e cultura. «Intanto adotteremo adesso il piano strutturale- inizia Lorenzetti- e poi lo porteremo avanti fino alla fine per i nostri cittadini; dentro c’è il nuovo piano degli alberghi, la risoluzione delle Rta, il piano dell'arenile; i volumi vicino allo zero, con 11 mila mq di nuovo Sul e 20 mila di recupero esistente. A fine 2016 prevedo l’approvazione ed entro il 2017 il regolamento urbanistico».

«Troveremo le risorse da altri enti, come Regione, Stato ed Europa, per fare molte altre cose- continua Lorenzetti - un restyling completo di Cinquale, del quadrilatero che forma la frazione a mare, piste ciclabili, nuova pavimentazione, parchi pubblici, la ristrutturazione di piazza Maccari, sostituzione della vecchia illuminazione. Il progetto costa 4 milioni di euro, che contiamo di ricavare dalle Rta; e poi c’è in ballo un polo nautico in accordo con Forte dei Marmi e un piano di innovazione urbana, con biblioteche, e Fab-lab a Capanne in collaborazione con il comune di Massa per altri 3 milioni di euro».

Il programma non è definito, ma ancora aperto per dare la possibilità ai cittadini di fare proposte e collaborare alla sua stesura. Per questo partiranno una serie di incontri dal 16 aprile (a Cerreto) fino al 25 aprile (a Cinquale), durante i quali la coalizione si aprirà alla cittadinanza. La stoccata politica. Nessuno ha voluto negare sabato mattina che la minoranza del Pd e parte dei partiti di centro sinistra, non erano presenti alla festa della coalizione. «Ancora non voglio credere- commenta Lorenzetti - che persone con cui abbiamo condiviso ideali e che vantavano una certa cultura politica, oggi non siano qui e abbiano deciso di strappare i nostri rapporti. Non ci crederò- continua- finché non vedrò presentata la loro lista, con un candidato alternativo a me. Se accadrà, però, che sia ben chiaro: staranno fuori dal Pd. Io lavorerò perché non succeda; mi rammarico anche che il rapporto con Idv e Verdi sia abortito: così porgiamo il fianco al populismo e alla demagogia dei nostri avversari, il Movimento 5 Stelle e la Lega nord. Il centro sinistra doveva dimostrarsi più unito».

E alla Lega Nord, rivale più agguerrita, Lorenzetti ha lanciato un messaggio forte: «Nel vostro simbolo c’è scritto Liberiamo Montignoso, ma io non lo accetto; furono i nostri nonni a liberarci 71 anni fa, non ci libereranno i fascisti della Lega».

Così Gianni Lorenzetti ha preso in mano il testimone passatogli dal sindaco Narciso Buffoni: «Cercherò di fare il mio dovere sempre- ha aggiunto- ma so, come giusto che sia, che Montignoso avrà sempre e per sempre un unico sindaco, Narciso Buffoni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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