Proteste
Vecchio ospedale di Massa, l’addio definitivo
Trasferiti a Carrara gli ultimi ambulatori in via Orecchia. Ora l’edificio è completamente vuoto
MASSA. Il suo lavoro di ospedale non lo fa più da mesi, da quando la sanità apuana ha preso la residenza in viale Mattei. Ma i pazienti al San Giacomo e Cristoforo ancora capitavano. Sì perché lì, nella parte più antica dello stabile, con accesso da via Orecchia, qualche ambulatorio è rimasto. Fino a ieri pomeriggio, venerdì 8 aprile. Poi più nulla.
In attesa dei lavori al Monoblocco di Carrara, quello che ormai è “il vecchio ospedale” ha accolto dermatologia, reumatologia, diabetologia, endocrinologia, neuropsichiatria infantile. L’Asl ha pure organizzato un mini Cup, con un operatore dedicato, a servizio di quegli studi medici, gli ascensori sono rimasti in funzione, i presidi medici garantiti, i camici al lavoro. Sistemazione comunque transitoria: le varie specialistiche, infatti, una dopo l’altra, hanno fatto le valigie e sono emigrate in quel di Carrara. Le ultime ad andarsene sono state diabetologia ed endocrinologia. La diabetologia si è già sistemata a Carrara, in piazza Sacco e Vanzetti, nella palazzina del Cup e da lunedì farà nuovamente i bagagli, alla volta della sede definitiva, al terzo piano del Monoblocco.
Al vecchio ospedale di Massa non c’è più neanche endocrinologia: ultima a percorrere la Foce, occuperà, da mercoledì, gli spazi che hanno ospitato l’endoscopia digestiva. In via Democrazia di camici e stetoscopi ormai non c’è neppure l’ombra: chiusa ogni attività ambulatoriale, niente Cup, porte sigillate. Un gigante vuoto.
E sotto quel gigante l’obitorio (ora gestito dal Comune per chi muore in casa o in strada) e la medicina nucleare, l’unica a non essere ancora pronta per il trasloco definitivo. Nel mega edificio qualcosa ancora c’è, ci sono, per esempio i vecchi arredi: all’ospedale in viale Mattei, fatta eccezione per i macchinari medici e diagnostici di nuova generazione, non è stato “riciclato” neanche un letto. Sono rimasti tutti al San Giacomo e Cristoforo, in attesa di individuare una possibile destinazione all’interno di quella che oggi è diventata la mega Asl Toscana nord ovest.
Una cosa è certa: alla sfida sanitaria se ne affianca un’altra. È la sfida urbanistica. L’Asl, dopo un tavolo in Prefettura, nei mesi scorsi ha sigillato tutti gli accessi all’edificio, da ieri anche quello su via Orecchia. Ora si tratta di decidere le sorti dello stabile, della parte più antica, protetta dalle Belle Arti e di quella più recente. La proprietà è dell’azienda sanitaria, ma la palla è nelle mani del Comune perché al Comune tocca definire una variante per il recupero e la valorizzazione dell’area. Senza dimenticare che l’edificio è nel piano di alienazione dell’Asl.
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