Il dolore
Cave, smaltimento terre: scontro in commissione
Bienaimé sostiene la “linea dura” e manda su tutte le furie il consigliere Boggi che lascia la sala
CARRARA. I dati del settore marmo e le cifre snocciolate dal professor Seminara parlano chiaro: alle cave si stanno accumulando tonnellate e tonnellate di terre con gravi rischi per la sicurezza idrogeologica. Anche per questo le commissioni Marmo e Ambiente si impegneranno in un’analisi delle sanzioni contro chi viola le norme, valutando un possibile giro di vite. Tutti d’accordo? Niente affatto: è lite tra la Bienaimè e Boggi.
Nel 2005 dalle cave di marmo di Carrara sono scese 700 mila tonnellate di terre. Nel 2014 solo 150 mila. E questo a fronte di una estrazione pressoché costante di blocchi e scaglie. I dati dell’ufficio Marmo, e l’allarme lanciato dal professor Giovanni Seminara sull’impatto dei materiali di scarto dell’attività estrattiva sulla sicurezza idrogeologica, hanno fatto scattare un vero e proprio “allerta terre”. Lo ha dimostrato l’ultima seduta del consiglio comunale con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che invita il sindaco di Carrara ad attivare «da subito gli uffici per presentare lo stato dell’arte dei depositi di terre e marmettola» e per procedere «ad assumere tutti i provvedimenti conseguenti fino alla eventuale sospensione dell’autorizzazione». E questo perché lo smaltimento delle terre è un obbligo sancito dal piano di coltivazione e imposto dal regolamento degli Agri Marmiferi e dalla Legge Regionale, pena l’applicazione di sanzioni e la revoca dell’autorizzazione all’escavazione. Il problema però è che le sanzioni spesso sono troppo esigue se rapportate al giro di affari di una cava: è quanto è emerso nel corso della seduta congiunta delle commissioni Marmo e Ambiente che, ieri mattina, si sono impegnate ad approfondire il capitolo sanzioni e valutarne un eventuale inasprimento. E se sulla necessità di far rispettare le norme tutti i consiglieri si sono detti d’accordo, non sono mancate comunque le polemiche.
Leonardo Buselli (Psi) si è fatto portavoce della linea “morbida”: «Non tutte le terre devono essere asportate alcune possono essere usate per le attività di cava, come ad esempio la realizzazione dei piazzali» ha dichiarato l’esponente socialista ricordando che la flessione delle quantità di terre asportate è dovuto anche alla crisi dei mercati di riferimento, come quello edile. «Servono innovazioni per pensare a nuovi utilizzi di questi materiali» ha aggiunto Buselli. Una posizione tutto sommato condivisa da Lucio Boggi (Pd) che ha lasciato la commissione dopo uno scambio al vetriolo con Claudia Bienaimè (CarraraBeneComune) sostenitrice della “linea dura”: «Ci sono cave e sono molte che non hanno asportato nemmeno un grammo di terra. L’ufficio Marmo ha i dati ma per volontà di qualcuno li tiene ben nascosti» ha attaccato la consigliera di opposizione, mandando su tutte le furie Boggi. A riportare la calma ci ha pensato il presidente della commissione Marmo Cristiano Bottici (Pd) che d’accordo con il suo omologo della commissione Ambiente, Davide Poletti (Pd) si è impegnato ad avviare fin dalla prossima settimana una “revisione” delle sanzioni previste dalle norme, senza escludere un possibile giro di vite. (cch)
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