Il Tirreno

«Basta banche nella piazza» L’appello del re delle insalate

di Melania Carnevali
«Basta banche nella piazza» L’appello del re delle insalate

Uno dei cinque ideatori del marchio The kings of salads critica la Ztl di Massa e fa proposte: chiuso solo il fine settimana e parcheggi liberi la mattina

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MASSA. «È normale che in un centro storico non ci sia più un brand a parte il mio e Mondadori? È normale che ci siano aperture e chiusure continue?». Marco Ientile ha il commercio nel sangue. È uno dei cinque proprietari del marchio The king of salads , la catena di insalaterie che sta spopolando in Italia e punta dritto all’estero, in Spagna e in Romania. Tredici negozi sparsi nella penisola, tra Roma, Milano, Novara, Firenze, Siena, Pisa, Viareggio e Massa Carrara e un altro in apertura nella capitale. Tutte attività che vanno alla grande, tranne una: quella nel centro storico di Massa aperta l’estate scorsa in via Dante, inizialmente come caffè vegano con annessa insalateria e poi rimasta solo insalateria («gli utenti non erano interessati», spiega Ientile). L’attività funziona anche a Massa, sia chiaro. Ma non come dovrebbe. «Rispetto a tutte le altre attività - spiega Ientile - è quello con la posizione migliore, nel cuore del centro storico. Ma è anche quello che funziona meno e ha, peraltro, l’affitto più alto».

I numeri parlano per lui. A Siena il suo King of salads fa 300 pasti al giorno e l’affitto del fondo è di 2mila euro al mese. Nel centro di Massa di pasti ne fa 60 e l’affitto è di 2.500 euro. «Vanno molto meglio - spiega il giovane imprenditore - i punti vendita di Marina di Carrara e di Marina di Massa». Il primo, ogni giorno, fa circa 130 pasti, il secondo 150, quasi tre volte tanto quello di Massa. «Nonostante quello di Marina di Massa - continua - sia in una zona periferica. Lì, peraltro, pago la metà di affitto».

La “colpa” secondo Ientile è della Ztl. Di questa Ztl. «Io sono a favore di un centro storico a misura di pedone - chiarisce - ma deve essere ben concepito. Ne conosco tanti di centri storici e posso garantire che questo è stato studiato male».

Cosa c’è di sbagliato in questa Ztl? Orari, tariffe parcheggi, distribuzione delle attività commerciali, eventi e costo dei fondi commerciali. «L’effetto di tutte queste cose messe insieme - spiega Ientile - è disastroso. Ci sono ristoranti che hanno visto calare il fatturato del 70% e pensano di lasciare il centro storico. Intimissi se n’è andato. Dove è un centro storico senza un brand? Anche io sto pensando di lasciare il centro storico: è l’unico modo per salvare dieci posti di lavoro».

Come potrebbe quindi migliorare il centro storico? Ecco le sue proposte.

Orari. «A cosa serve tenere chiuso 24 ore su 24 tutta la settimana in questo centro storico? Per l’inquinamento?». Per l’imprenditore “basterebbe” tenere chiuso il fine settimana e aperto dal lunedì al venerdì.

Parcheggi. Gratuiti la mattina e nel fine settimana «per incentivare i clienti a venire a acquistare qui a maggior ragione se non ci sono eventi che li attirino».

Piazza Aranci. «Dovrebbe essere come piazza del Campo a Siena - dice - piena di ristoranti, bar, negozi. E invece è piena di banche». La soluzione? Vietare altre aperture, di banche, e, se possibile, mandare via quelle che ci sono per mettere al loro posto negozi e punti ristoro.

Queste sono le richieste che Ientile, come imprenditore, fa all’amministrazione comunale. Poi, c’è un altro capitolo: quello dei fondi commerciali. E qui l’appello è indirizzato direttamente ai proprietari. I fondi nel centro storico continuano a essere altissimi, nonostante «non valgano più nulla - dice Ientile - Vale molto di più un fondo in Largo Matteotti, dove invece i prezzi sono più bassi. Quei prezzi nel centro storico non sono più sostenibili, quindi sarebbe bello che i proprietari li rivalutino».

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