Il Tirreno

in tribunale

Stupro di Luni, due condanne

Puntarono anche un coltello alla gola di un bimbo di due mesi

2 MINUTI DI LETTURA





LUNI. Erano finiti a processo con l’accusa di aver stuprato e tentato di estorcere denaro a una donna di trent’anni.

Il tribunale della Spezia ha condannato Otham Sadiri, 24 anni, di origini marocchine e Ibriam Bakro, siriano, 46 anni. Il primo dovrà scontare 8 anni e 8 mesi di reclusione, il secondo 8 anni e 10 mesi.

Sadri aveva puntato un coltello alla gola di un bimbo di due mesi per terrorizzare la madre, la trentenne che nell'estate 2015 era stata violentata dai due uomini, a poche centinaia di metri dagli scavi archeologici di Luni. Sadiri e Bakro erano stati poi arrestati dai carabinieri. Sadiri da quanto emerso dalle indagini, conosceva la vittima. I loro rapporti però erano pessimi e si sarebbero esacerbati nel corso del tempo, fino all’ultimo atto quello culminato con l’aggressione e la violenza a Luni.

I carabinieri hanno ricostruito tutta la storia anche attraverso indagini tecniche.

Il 24 luglio Sadiri, difeso dall'avvocato Riccardo Balatri, ha incrociato la donna a Carrara. La vittima era in auto, il nordafricano è riuscito a salire con una scusa, chiedendole un passaggio a Luni per ritirare un televisore.

Durante il tragitto hanno incontrato Bakro che si è fatto trovare lungo la strada non per caso ma seguendo le indicazioni di Sadiri.

A quel punto la donna è stata condotta in un'area dismessa. Qui per la trentenne è cominciato l’incubo: le hanno puntato contro un taglierino e Bakro l'ha spinta contro il sedile.

Sadiri ne ha approfittato per stuprarla. Le hanno tagliato i pantaloncini e, secondo quanto raccontato dalla donna, l’hanno violentata.

Poi con il coltello ha minacciato il bambino che era dentro la macchina, spaventandolo a morte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze