Il Tirreno

la proposta

Spazi pubblici? Solo agli antifascisti

Prc e Anpi: adesione ai principi democratici per chi vuole le sale

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MASSA. Un “certificato di antifascismo” per chi vuole avere spazi pubblici per conferenze, incontri e similii. La proposta, una mozione, è stata presentata dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti ed è sostenuta anche dall’Anpi di Massa. La mozione chiede che in ciascun regolamento disciplinare previsto per ciascun spazio messo a disposizione dall'amministrazione comunale a soggetti pubblici o privati che intendano organizzare incontri e conferenze di varia natura (artistica, culturale, scientifica e di pubblica utilità in genere), sia inserita la comune premessa di adesione ai principi antifascisti. In modo tale che qualsiasi associazione promotrice che voglia organizzare manifestazioni o dibattiti usando gli spazi gestiti dal Comune, sottoscrivendo il regolamento disciplinare, riconosca ufficialmente come i principi antifascisti siano elementi fondanti e imprescindibili della nostra società.

«Il pericolo da scongiurare- spiega Nino Ianni, vicepresidente dell'Anpi di Massa- è che organizzazioni di estrema destra, celandosi nominalmente dietro ad associazioni culturali e in realtà portatrici di ideologie fasciste, possano arrivare ad utilizzare degli spazi pubblici». «Si tratta di luoghi pubblici concessi in uso ai cittadini perché possano esprimersi liberamente. E ciò è stato reso possibile grazie a chi, a suo tempo, contro l'ideologia fascista si è battuto», rincara Cavazzuti.

«In un momento storico particolare-prosegue il consigliere- dove le destre europee rialzano la testa approfittando della crisi economica e della situazione di difficoltà, è necessario ribadire quelli che sono i principi fondanti della nostra democrazia e dalla nostra Costituzione: i principi antifascisti. Soprattutto per la città di Massa, medaglia d'oro d'onore della Resistenza».

La mozione nasce anche sulla scia delle polemiche recenti, quando le forze di centrodestra avevano minacciato di occupare le sale del Guglielmi se fosse stato concesso lo spazio allo svolgimento dell'incontro sulle foibe previsto in città con lo storico Sandi Volk, autore di alcune tesi sui massacri delle foibe, fortemente contestate, tendenti a "contestualizzare" la violenza jugoslava del regime comunista. In seguito a ciò il sindaco Volpi ritirò il permesso all'utilizzo delle stanze per "motivi di ordine pubblico" proponendo agli organizzatori dell'incontro una sede alternativa, più isolata dal centro e meno simbolica. «La questione foibe è stata strumentalizzata - sostiene Cavazzuti – e questa mozione si propone di dare una risposta alle recrudescenze fasciste che si stanno affacciando di nuovo sulle scene nazionali e internazionali" spiega ancora. La mozione verrà discussa in aula forse già il 12 o il 14 aprile. Riccardo Bellé di Rifondazione ribadisce il sostegno del partito all'iniziativa mentre Ianni aggiunge: «Contro il revisionismo storico in corso deve essere data una risposta politica, ci auguriamo che tutto il Consiglio approvi questo regolamento».

Francesca Vatteroni

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