Il Tirreno

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Nuove aziende agricole boom in Lunigiana

Cristiano Borghini
Nuove aziende agricole boom in Lunigiana

Finanziamenti europei per i progetti presentati da 67 neoimprenditori Marcelli (Cia Toscana Nord): "Un punto di svolta per il nostro territorio"

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LUNIGIANA. Il comparto agricolo sta attirando sempre più l'attenzione da parte di nuovi imprenditori che guardano a questo settore come la possibile chiave di volta per generare nuove forze economiche sul territorio. Un ritorno alla terra che non si registra solo in Lunigiana, sebbene veda la maggior parte delle nuove realtà sorgere qui, anche in virtù della vocazione agreste, estendendosi a livello provinciale.

Le nuove imprese agricole saranno 67 in tutta la provincia, con la Lunigiana che vede un vero e proprio boom con una percentuale del 80% sul totale (47), pronte ad insediarsi e a far partire le varie produzioni. Quello che emerge è un dato importantissimo per il tessuto economico territoriale e le attività ad esso correlate, che potranno contare su una nuova linfa, generando, al tempo stesso, una maggiore preservazione del territorio, contrastando al dissesto proprio grazie alla lavorazione di terreni lasciati in stato di abbandono a causa dello spopolamento e della caduta di interesse che si registrò negli anni passati con l'avvento di nuove figure professionali.

Gli imprenditori, nella maggior parte giovani che scommettono in maniera decisa sull'opportunità che nasce da un ritorno alle radici, e le singole imprese sono stati selezionati attraverso una graduatoria che ha valutato i singoli progetti, puntando in particolare su quelli che si sono rivelati migliori nello sviluppare un'idea d'azienda nell'arco dei cinque anni previsti per l'acquisizione dei finanziamenti rientranti nel "Pacchetto Giovani", composti da risorse messe a disposizione dall'Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione.

La carica motivazionale e gli obiettivi devono sin da subito essere chiari, proprio in considerazione di un arco temporale medio, che fornirà la base per il futuro cammino dei singoli.In tal senso vi è stata una forte scrematura dei candidati, passati da 98 ai 67 attuali. Per Vittorio Marcelli, vicepresidente Cia Toscana Nord, rappresentanto sicuramente un punto di svolta per il territorio, ma occorre che a questi giovani «i sindaci rispondano con strumenti che possano permettere la loro crescita e lo sviluppo di nuove attività, mettendo in essere il dispositivo della Banca della Terra. Questi territorio, attualmente abbandonati devono essere rimessi in produzione, dando la possibilità a chi vuole investire, di allargare la propria azione di farlo. Inoltre è necessario fare massa critica con tutti gli attori che collaborano per raggiungere il comune obiettivo di rimettere in moto un intero settore. Nostro scopo è di tenere unite le anime che lo compongono puntando ad una visione unitaria».

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«L'acquisizione di questi finanziamenti - specifica Maurizio Veroni direttore Cia Toscana Nord - dipende dalla capacità di progettazione che i giovani illustrano nella loro richiesta. Non sono risorse che arrivano per caso, ma rappresentano la sintesi di un lavoro a priori, mostrando capacità imprenditoriali nel medio e lungo termine». La Lunigiana guarda a questo ritorno alla produzione agroalimentare con grandi aspettative, sia dal punto di vista economico che occupazionale, confidando che sia la chiave di volta per la ripartenza del proprio Pil interno.

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