Il Tirreno

«Il cemento ai Ronchi serve al turismo»

«Il cemento ai Ronchi serve al turismo»

Gli agenti immobiliari intervengo sul piano urbanistico: «Da ritoccare tutto»

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MASSA. Da un parte c’è lo stop al cemento nelle zone dei Ronchi e Poveromo, che proprio non piace. Dall’altra il blocco delle sanatorie ai sottotetti, che piace ancora meno. In mezzo, decine di osservazioni al regolamento urbanistico che, se accolte, migliorerebbero il regolamento urbanistico e darebbero una boccata di ossigeno al turismo, all’edilizia e a tutto il resto. O almeno questo è quella pensa chi lavora nel mondo del mattone e del turismo, gli agenti immobiliari in primis. Ma anche i commercianti, i ristoratori, quelli nel cemento, nell’edilizia, vedono la ripresa del tessuto economico locale.

«Così come è stato concepito (il regolamento urbanistico, ndr)- spiega Alfredo Camera, uno dei responsabili dell’agenzia Giorgi immobiliare - blocca completamente il settore dell’edilizia, già in affanno (leggi articolo sopra, ndr). Chiariamoci - continua - è un bene che questo strumento sia stato adottato dopo così tanti anni. Anzi, finalmente abbiamo un piano che supera quello del 1998. Bisogna però ritoccarlo un po’. Con la collaborazione di tutti, ovviamente. Perché non si può accontentare tutti: di questo i cittadini ne devono essere consapevoli. Ma migliorarlo sì, si può».

A partire dai sottotetti. Perché, si chiede chi si occupa di case, affitti, compravendite e di ciò che è legato al mondo del mattone, non è stata data la possibilità di sanarli? A che pro? «Darebbe all’amministrazione comunale - commenta Camera - la possibilità di incassare, oltretutto, parecchi soldi».

Argomento simile, quello del blocco dei frazionamenti nel centro storico. Secondo Giuseppe Pieretti, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio, questo darebbe un grande impulso al commercio, oltreché all’edilizia, dal momento che, a maggior ragione in periodo di crisi, molti vorrebbero buttarsi nell’attività, ma spesso devono fare i conti con fondi troppo grandi e costosi da gestire. «La possibilità di frazionare - spiega Pieretti - adesso non c’è. Così o spendi tanti soldi di affitto e riempi un fondo ampio o rinunci. Oppure tenti il tutto per tutto salvo ritrovarti presto ad abbassare le serrande e a lasciare di nuovo sfitto il fondo».

E ancora: nel regolamento urbanistico, fa notare ancora Camera «perché non è stato prevista una sorta di perequazione a Marina di Massa - si chiede - dove ci sono alcune strada con marciapiedi veramente stretti? Avrebbero potuto prevedere un accordo con i proprietari, una sorta di baratto. Del tipo: hai da condonare una tettoia? Bene, lo puoi fare se poi mi fai allargare il marciapiede nel tuo terreno».

Anche gli Aru, secondo Camera non hanno ragione di esistere. «Così come sono stati studiati - continuano dalla Giorgi immobiliare - sono vecchi perché riprendono i comparti di Montignoso, dove diverse persone erano proprietarie di un’area e dovevano mettersi d’accordo per l’edificazione. Quel sistema ha fallito, proprio perché non riuscivano a mettersi d’accordo».

Ecco quindi dove si blocca l’edilizia. E fosse solo questo. «A Ronchi e Poveromo - commenta Pieretti - bloccando l’edificazione, si blocca di fatto anche il settore turistico. Quello di persone che potrebberp investire su quella zona tipicamente turistica, che però si trovano con le mani legate. E allora cosa fanno? Non investono sul territorio». Secondo Pieretti, inoltre, anche la pianificazione del centro storico è sbagliata: «Perché - dice - non hanno individuato delle aree dove realizzare aree di sosta, che è quello che manca in questa città?». (mc)

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