La manifestazione
Caso Corini, la sorella: "Io non l'ho ucciso"
Le parole di Marzia, il medico anestesista sotto accusa per l’omicidio del fratello, il noto avvocato penalista Marco Valerio, nell’ultimo interrogatorio. La difesa: spiegheremo le telefonate
CARRARA. «Non ho ucciso mio fratello. Quelle telefonate? Nascono da una condizione personale particolare, posso spiegare tutto». Queste le parole ripetute, allo sfinimento, da Marzia Corini, il medico anestesista sotto accusa per l’omicidio del fratello, il noto avvocato penalista Marco Valerio Corini.
Nei giorni scorsi Marzia Corini ha completato il suo interrogatorio, è stata sentita, ancora una volta dai pm spezzini titolari dell’indagine sulla morte, il 25 settembre scorso, del fratello. Un decesso che sarebbe stato causato, secondo l’ipotesi accusatoria, da una dose letale di farmaci somministrata dalla sorella del legale per motivi legati all’eredità.
E, proprio sulle modalità della morte nei giorni scorsi c’è stata una svolta nelle indagini: è stato infatti iscritto nel registro degli indagati l’infermiere, e amico di Marzia Corini, Fabio Giannelli. È stato lui, nel settembre scorso a portare le fiale per la flebo mortale, sottraendole (secondo l’accusa) dall’ospedale di Cisanello in cui lavora.
Sono ancora una volta le telefonate ad avere un ruolo fondamentale. E sono proprio le conversazioni intercettate con alcune amiche, ad avere incastrato Marzia Corini. «L’hai capito o no? Lui è morto perché io l’ho sedato»: questo nel gennaio scorso confidava la dottoressa Marzia all’amica Susanna.
Ma anche queste parole, questa conversazione, secondo i legali della difesa (l’avvocato Anna Francini e il professor Padovani) devono essere contestualizzate. E nascono da una condizione personale particolare che Marzia Corini ha provato a spiegare durante l’interrogatorio, dove sono state definite tutte le questioni relative alle contestazioni.
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Marzia Corini, che si trova ancora agli arresti domiciliari, è apparsa molto provata. «Stava provando a superare il dolore per la morte del fratello quando è scoppiato tutto quanto»: dicono alcuni amici vicini alla dottoressa che, anche se colpita nel profondo, ha comunque affrontato con coraggio quello che, ai fini delle indagini, avrebbe dovuto essere l’ultimo interrogatorio.
Il condizionale è d’obbligo perché con l'avviso di garanzia a Fabio Giannelli, l’infermiere di Cisanello che secondo l’accusa procurò a Marzia le fiale di sedativo, la dottoressa sarà sicuramente risentita. Da chiarire infatti ci sono i rapporti con l’operatore pisano che, il giorno della morte di Marco Valerio Corini, arrivò nella villa di Ameglia con le fiale di medicinale, la flebo e l’occorrente per la sedazione letale. Ancora una volta ci sono le conversazioni telefoniche a compromettere pesantemente il ruolo di Marzia Corini, ci sono i dialoghi fra le e l’infermiere. Nuove intercettazioni che Marzia Corini dovrà provare a spiegare in Procura.
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