Il Tirreno

Gli anti Costa a Firenze «Rispettano la nostra lotta»

Gli anti Costa a Firenze «Rispettano la nostra lotta»

Gli albianesi hanno incontrato l’assessore all’ambiente Federica Fratoni «Ci ha promesso che metterà a disposizione della Provincia i dirigenti regionali»

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AULLA. C’è grande euforia negli albianesi anti Costa dopo la manifestazione di martedì scorso a Firenze, prima al tribunale amministrativo regionale, poi presso la sede della Regione dove dieci di loro sono stati ricevuti dall'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni. Una trasferta all’insegna delle «bella compagnia, del sole, dei monumenti, del buon cibo - si può leggere su Uniti per Albiano, il blog su internet degli anti Costa - e tanta voglia di gridare vergogna. Sono stati gli ingredienti per affrontare la prima, vera manifestazione in trasferta della primavera 2016. Già perché con l'arrivo della primavera, da ora in avanti sarà ancora più dura fermare questo gruppo sempre più unito e tenace nel raggiungere l'obiettivo di far chiudere la Costa Mauro sas».

Quindi, gli anti Costa entrano nel merito di quanto detto loro da Federica Fratoni, la quale avrebbe affermato, durante l’incontro, che l’iter autorizzativo attorno alla ditta Costa, almeno per il momento, è in capo alla Provincia di Massa Carrara, aggiungendo che avrebbe inviato una lettera al presidente della Provincia di Massa Carrara, Narciso Buffoni, e al dirigente provinciale Stefano Michela per chiedere loro se hanno bisogno del supporto degli uffici tecnici regionali per dirimere la questione delle autorizzazioni relative a Costa: «L’autorizzazione con cui opera la Costa Mauro sas - proseguono gli anti Costa sul blog - è normale che sia ancora gestita dall'ingegner Michela della Provincia di Massa Carrara, perché la pratica è antecedente al 2016, nonostante ormai le Province siano passate sotto le Regioni. Questo, in parole spicciole, il motivo per cui la Fratoni non può intervenire personalmente sulla pratica di avviamento alla chiusura dell'impianto, nonostante il capannone sia senza agibilità e, addirittura, l'Asl del Comune di competenza abbia scritto pareri negativi in merito». Inoltre, secondo gli anti Costa, Michela avrebbe ammesso di non essere in grado di portare avanti il procedimento di valutazione: «Proprio per questo l'assessore regionale all'ambiente, dall'alto dei suoi poteri, nell'incontro di martedì pomeriggio, ci ha promesso - aggiungono gli anti Costa - che avrebbe inviato (già ieri nda) a Buffoni e a Michela una lettera nella quale li avrebbe informati che metterà a loro disposizione dirigenti e tecnici regionali affinchè venga chiarita anche la 8766, ovvero la determina provinciale che concede la proroga di anno in anno alla Costa Mauro sas per consentirgli di continuare a lavorare». Infine, gli anti Costa fanno una considerazione sull'accoglienza ricevuta a Firenze: «Fin dall'arrivo in pullman siamo stati continuamente fermati da normali persone che, incuriosite dal richiamo dei nostri tamburi di battaglia, dei fischietti e delle trombe, chiedevano informazioni sul perché di tanta enfasi. Ma la cosa più bella di tutte è stata manifestare sotto lo sguardo vigile di soli 3 poliziotti in borghese, invece dei 30 - 40 agenti ricoperti da abbigliamento antisommossa che, solitamente, incontriamo quando giochiamo in casa, ossia nella nostra Provincia. Tutta un'altra storia, insomma, il territorio fiorentino, dove abbiamo avuto un fortissimo segno di rispetto per quello che stiamo chiedendo: il diritto alla salute». (gu)

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