La manifestazione
Galleria Astor, il senzatetto fa da custode
Roberto Bugliani è la sentinella di via Bastione. In Comune i dipendenti gli mettono a disposizione i bagni
MASSA. Vive sotto la galleria del centro commerciale Astor, in pieno centro storico a Massa, con un sacco a pelo, una valigia e le sue medicine. Tutti lo sanno, in tanti lo aiutano, ma le amministrazioni non se ne occupano. Così Roberto Bugliani, 51 anni, parecchi problemi di salute, una invalidità al 100% e una vita complicata, oggi è la mascotte della galleria, una specie di custode silenzioso, educato e rispettoso, che non fa del male a nessuno, non chiede niente e aspetta che qualcuno gli porga una mano. Ci mostra la sua valigia: dentro ha un sacco a pelo, una coperta e un cuscino; un kit per radersi la barba e qualche vestito. Il giaccone che indossa glielo hanno regalato recentemente; ci tiene molto all’igiene personale: a volte va nei WC del Comune per farsi la barba, «Basta che lasci tutto pulito» gli dicono i dipendenti comunali e lui così fa.
«Sono sempre stato abituato a fare le pulizie in casa con mia madre e non mi piace stare nello sporco - ci racconta- quindi so come si tiene pulito un ambiente»; la doccia la fa ospitato a volte dai preti, altre da qualche anima buona; per mangiare, la colazione è quasi sempre offerta dal bar della galleria, a pranzo c’è la Caritas, ma ci mostra anche un fornellino a gas e una padella che, ogni tanto, utilizza per riscaldarsi qualcosa. La notte la galleria viene chiusa, per sicurezza, e lui deve fare attenzione a rientrare prima che i cancelli vengano bloccati, come se fosse un coprifuoco familiare. Una sera che decise di non “tornare a casa” trovò il biglietto dei metronotte attaccato alla sua valigia, per avvisarlo del passaggio, come si fa per le vetrine degli esercizi commerciali.
«Per fortuna non ha fatto troppo freddo - ci racconta Roberto - ma quando piove un po’ di acqua entra e mi bagno»; lasciò Carrara dopo la morte della madre e vorrebbe spostare la sua residenza a Massa, per trovare qui una casa famiglia che lo accolga. Dice di vivere con 250 euro di pensione del padre, dopo che gli è stata tolta quella per la sua invalidità (ma questo dato per privacy l’Inps non ce lo ha fornito); le medicine e le visite sono gratuite ma, in ogni caso, Roberto vorrebbe vivere in una casa famiglia e in cambio offre lavoro: «Ero operaio Rumianca- dice - e so fare tante cose, potrei tenere i giardini puliti, potare le aiuole, spazzare le strade». Roberto è diventato “il custode” della galleria, conosce la zona, segnala se qualcosa non va. Sentinella di via Bastione e del centro città.
La solidarietà dei commercianti della zona non basta più, l’indifferenza per questi silenziosi e invisibili casi sociali, capaci di sopravvivere nonostante tutto, è arrivata ai massimi livelli e ci si chiede come sia possibile che nel 2016 esista ancora qualcuno costretto a dormire per strada.
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