Il Tirreno

Gettate via 160 tonnellate di tv

di Melania Carnevali
Gettate via 160 tonnellate di tv

Aumentano i rifiuti elettronici, calano indumenti e multimateriali. I dati di Asmiu

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MASSA. Diminuiscono (anche se di poco) i rifiuti urbani non differenziati e diminuiscono pure quelli differenziati: la carta, il cartone, la plastica, l'alluminio. Ma i Raee (i rifiuti elettronici) no. Quelli non sentono crisi e aumentano, tonnellate e tonnellate ogni anno, andando a incrementare le montagne di rifiuto sparse nella terra. Oltre 340 infatti le tonnellate di rifiuti elettronici smalte dai cittadini massesi nell'ultimo anno, il 2015; in aumento rispetto al 2014 quando le tonnellate sono state circa 330.

È la fotografia di un modello di consumo locale cambiato, dove il risparmio sui beni di prima necessità (cibo, vestiti...) è stato rimpiazzato dal consumo smodato di beni secondari, più o meno importanti: tv, smartphone, computer, tablet, portatili, che il più delle volte finiscono nelle discariche prima ancora di essere stati riparati almeno una volta. Perché la moda lo impone.

A fornire a il Tirreno i dati dettagliati dei rifiuti prodotti nel territorio comunale, divisi per anno e per mese, è Asmiu il cui amministratore unico, Federico Orlandi, fa sapere che la società "sta lavorando costantemente per migliorare sotto ogni aspetto. Per fare ciò - continua - naturalmente abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i cittadini". Partirà a giugno infatti il progetto di raccolta porta a porta in città che interesserà circa un terzo della popolazione, 12 mila abitanti per la precisione, di cui 900 utenze commerciali, distribuiti nella zona del centro storico, inteso come Ztl, l'area di via dei Colli, via Trieste e tutta l'Aurelia, fino giù giù in via Carducci, comprendendo tutto viale Stazione e via Benedetto Croce. Dopo i primi sei mesi inizierà anche il monitoraggio, per capire se il progetto funziona o se ci sia qualcosa da correggere. Ma questa è un'altra storia. Perché dai dati forniti da Asmiu si può infatti vedere non solo quanto la raccolta differenziata sia radicata nel territorio (praticamente nulla), ma anche cosa e quanto consumino i cittadino.

Ebbene i rifiuti elettronici gettati nel 2015 sono aumentati rispetto al 2014. A far schizzare le percentuali il mese di gennaio dello scorso anno quando sono state gettate quasi 11 tonnellate di frigoriferi, il 110% in più rispetto al gennaio del 2014, quando di frigoriferi ne sono stati buttati via "solo" 5 tonnellate. Stessa storia per le tivù e rifiuti elettronici vari: solo nel gennaio del 2015 ne sono stati buttati via 19 tonnellate, il 145,23% in più rispetto allo stesso mese del 2014. Diminuite invece (in quel mese) le lavatrici gettate 5 tonnellate nel gennaio del 2015, che segnano un -1,78% rispetto al 2014. Complice il Natale, i regali, per gli altri e per sè, e l'anno nuovo che si trascina la voglia di novità. E allora via che si cambia tutto: tivù, pc, telefonino. In tutto il 2015 sono state gettate 160 tonnellate di tivù (più altri rifiuti elettronici), 58 tonnellate di lavatrici e 107 di frigoriferi.

Nell'ultimo anno sono raddoppiati anche i rifiuti ingombranti smaltiti che sono passati da circa 208 tonnellate nel 2014 a circa 460 nel 2015 (il 120% in più).

Tra i rifiuti in aumento anche i farmaci, passati da 6,8 tonnellate nel 2014 a 7,5 nel 2015 (incremento del 10,67%) e le batterie passate da 22,6 tonnellate due anni fa a 23,8 lo scorso anno.

Sono calati drasticamente invece gli indumenti gettati: nel 2014 sono state gettate infatti oltre 222 tonnellate di vestiti, lo scorso anno 68 registrando quindi un calo del 64,85%. È calata del 9,38% anche la carta che però raggiunge cifre da capogiro: 1.269 tonnellate nel 2015 e 1.390 nel 2014. Pure il multimateriale è diminuito, passando da ben 2.378 tonnellate smaltite nel 2014 a 2,327 nel 2015.

E infine l'indifferenziato passato da ben 39.606 tonnellate a 39.451 con un calo del 0,390%. E questo è l'indicatore di quanto poco si differenzia.

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