Il Tirreno

Cimitero, lavoratori sul piede di guerra: qui servizi a rischio

di Luca Barbieri
Cimitero, lavoratori sul piede di guerra: qui servizi a rischio

«Cinque esumazioni insieme, c’è pericolo di mescolare i resti» Volpi (Apuafarma): tutto è in regola, solo polemiche inutili

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CARRARA. Hanno convocato un assemblea, (con Cgil Fp Cisl Fisascat Uil Fp)al cimitero di Apuafarma per protestare su un’organizzazione del lavoro che, oltre a esasperare loro, sta mettendo a rischio i servizi.

Gli operai cimiteriali di Apuafarma hanno puntato il dito su una situazione lavorativa ormai insostenibile.

«Durante l'assemblea- si legge nella nota sindacale - è emerso che la nuova organizzazione del lavoro messa in campo dalla Direzione, e con l'investimento legato all'assunzione tramite agenzia interinale , da noi ampiamente contestata , di un coordinatore tecnico ha peggiorato la condizione lavorativa degli operai creando un clima di tensione che rischia di compromettere seriamente il servizio svolto con passione e dedizione in questi anni».

«Gli operai - prosegue la nota - hanno raccontato che la mattina di venerdì 1 aprile sono stati comandati ad effettuare ben cinque estumulazioni di salme, contemporaneamente con il rischio addirittura di confonderne i resti da inserire negli ossari; il tutto svolto in maniera frettolosa con pressioni incalzanti da parte del coordinatore. Nonostante a svolgere la mansione fossero solamente in quattro operai, al termine il coordinatore voleva che procedessero con ulteriori estumulazioni. A quel punto gli operai si sono rifiutati , affermando che non erano fisicamente in grado di sopportare altre estumulazioni, facendo presente che andava anche pulito e messo in sicurezza il cantiere». «Durante l'assemblea inoltre siamo stati testimoni diretti di episodio di totale mancanza di rispetto dei diritti dei lavoratori: a nome dell' azienda un coordinatore e' entrato ed ha dichiarato che l'assemblea non era autorizzata e che gli operai dovevano tornare al lavoro. . Fortunatamente non si sono lasciati intimidire e tutti sono rimasti in assemblea- prosegue la nota - L' assemblea era stata comunicata tramite posta elettronica certificata nel pomeriggio del venerdì 1 aprile,a seguito della venuta a conoscenza dei fatti. A fine assemblea abbiamo rassicurato i lavoratori che in caso di conseguenze li avremmo tutelati. Oltre alle pressioni di tutti i giorni , lo svilimento della loro professionalità e l' inadeguatezza del nuovo modello organizzativo gli operai hanno lamentato anche la mancata fornitura della strumentazione e dei dispositivi di protezione individuale segnalano: il carrello sollevatore è guasto da tempo, l' apertura delle bare viene effettuata indossando semplici mascherine, i guanti non sono antitaglio, e l'apertura dello zinco avviene con strumenti preistorici». «Al termine dell'assemblea si è presentato l' Amministratore unico, comunicando ai presenti l'arrivo di lettere di contestazione agli operai - si chiude la nota - Il sindacato ricorda alla dirigenza di Apuafarma che il grado di civiltà di una società evoluta si misura anche sulle modalità di trattamento e sepoltura dei propri morti. Il momento dell' estumulazione, inumazione, esumazione, del caro defunto è eticamente delicato, e necessita di tutti gli accorgimenti del caso affinché i famigliari possano affrontarlo nel modo meno doloroso e i lavoratori nell' assoluto rispetto delle norme vigenti». «Chiediamo - concludono - il ripristino immediato di condizioni lavorative rispettose dei diritti dei lavoratori: questa è l'unica ricetta in grado di garantire la fornitura da parte dei dipendenti di servizi efficienti ed efficaci».

La risposta di Volpi: normali operazioni di lavoro. «L’organizzazione del lavoro nel cimitero è assolutamente regolare, sono inutili le polemiche». Lo dice il presidente di Apuafarma Fabrizio Volpi.

«I tempi tecnici di lavoro delle operazioni di estumulazione sono stimabili in 30 minuti, come confermato dal fatto che alle 9,30 erano già state effettuate 5 estumulazioni con l’impiego di 5 operai, numero sicuramente più che sufficiente per tali operazioni e con carichi di lavoro assolutamente sostenibili. La richiesta pertanto di proseguire nel lavoro, tenuto conto che l'orario terminava alle 12, è assolutamente legittima e anzi rispettosa nei confronti dei cittadini che pagano i pubblici servizi». «Quanto all'assemblea, l'azienda non si è opposta allo svolgimento, anche se la richiesta è pervenuta alle 20,45 di venerdì 2 aprile alla posta certificata dell'azienda e sabato mattina alle 12,30 è stato richiesto il permesso sindacale del delegato - conclude Colpi – Non è più accettabile il comportamento di chi attacca continuamente l'azienda nel suo tentativo di impostare in maniera coerente e produttiva l'attività lavorativa, tutelando sia i diritti dei lavoratori che dei cittadini. Non si può inoltre dimenticare altresì le tante persone giovani e meno disoccupate che forse leggendo questi articoli amaramente riflettono sulle aziende pubbliche».

(a.v.)

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