La manifestazione
Vecchia sede Cgil spariti documenti e contratti d’affitto
Gli atti erano nell’archivio di Carrara alluvionato nel 2002 Comune chiede gli arretrati. Il sindacato: eseguiti tanti lavori
MASSA. Spariti i contratti di affitto della sede Cgil di Massa Carrara; spariti anche, durante una alluvione, i documenti che testimoniavano numerosi lavori eseguiti dal sindacato al posto del Comune, per oltre 60 milioni di lire. Rimangono i debiti, 160.000 euro e la richiesta di venirsi incontro, per non scatenare una battaglia legale.
Gli elementi sembrano quelli di un romanzo poliziesco tutto in salsa italiana, invece, la storia è reale ed accade nel comune di Massa, dove l’assessore al bilancio Giovanni Rutili e il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani stanno cercando di sistemare un pasticcio decennale non da poco, senza arrivare in tribunale ed essere costretti a denunciare un danno erariale. Di tutto questo ha chiesto conto anche la commissione bilancio del comune, che discuterà del “contenzioso Cgil” il prossimo 16 aprile, sperando di ricevere materiale e documentazione.
I fatti risalgono al 1995, riportati a galla, va detto per dovere di cronaca, dal consigliere di Forza Italia, Stefano Benedetti, già firmatario di un esposto alla Corte dei Conti. In quegli anni la Cgil aveva preso in affitto due piani dello storico palazzo Nizza, circa 300 metri quadrati in pieno centro, per l’attività sindacale. «Quanto si pagasse in quegli anni non lo saprei dire - dice Gozzani - ma erano altri tempi, quando le amministrazioni davano in affitto immobili alle associazioni e ai sindacati a prezzi forfettari, perché poi si facesse del bene alla cittadinanza».
La Cgil, dal canto suo, una volta entrata a palazzo Nizza, aveva iniziato a sistemare la sede a spese proprie, perché risultava impossibile e pericoloso ricevere il pubblico: «Le scale traballavano - racconta sempre il segretario Gozzani- l’umido mangiava le pareti, si sentiva sempre odore di fogna, si vedevano crepe sul soffitto. Il Comune chiese di anticipare i soldi per i lavori e furono spesi oltre 60 milioni di lire». Peccato che questa cifra non sia riscontrabile in alcun documento ufficiale perché le carte, come nei migliori romanzi polizieschi, se le portò via l’alluvione del 2002, che devastò la sede centrale della Cgil a Carrara, allagando l’archivio. Dunque, ricapitolando: abbiamo un affitto da poche centinaia di mila lire, nessun contratto a sigillare l’accordo e lavori da 60 milioni di lire che la Cgil non può dimostrare di aver eseguito e si arriva, così, a tempi più recenti. Il Comune di Massa, trovatosi in difficoltà, tra l’avvio dell’euro e la crisi economica, capisce che “regalare” l’affitto alla Cgil sulla base di una stretta di mano tra gentiluomini, non era più possibile; nel 2005 chiede al sindacato 1.350 euro d’affitto e questa volta lo mette nero su bianco, una cifra che però la Cgil non riesce quasi mai a pagare, pur rimanendo nella sede fino al 2011. Le forze politiche di centro destra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, insorgono contro la morosità del sindacato di sinistra e l’amministrazione comunale fu costretta a chiedere conto di affitti arretrati (sulla base di non si sa bene quale contratto, visto che la Cgil sostiene ancora che nessuna delle due parti ne è mai stata in possesso), aumenti Istat, spese condominiali e Tarsu, fino al 2011, per un totale di 160.000 euro. La cifra è stata confermata dagli uffici di palazzo comunale. «Vogliamo saldare il nostro debito - dice il segretario Gozzani- ma chiediamo al Comune di tener conto di quei lavori da 60 milioni che realizzammo a spese nostre». E il comune risponde: «Abbiamo dato mandato ai nostri tecnici di verificare se quella cifra è congrua e se è possibile riscontrarla. Vorremmo cercare di evitare il tribunale - spiega l’assessore Rutili - ma poiché si tratta di soldi pubblici è giusto far sapere che non possiamo far sconti a nessuno».
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