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«Pd occulta responsabilità» L’attacco dei Cinque Stelle

«Pd occulta responsabilità» L’attacco dei Cinque Stelle

CARRARA. «Rispondiamo sempre con grande piacere ai deliri che periodicamente escono dalla segreteria Pd di Via Groppini. Forse in quella strada si vive al di fuori dello spazio e del tempo e non ci...

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CARRARA.

«Rispondiamo sempre con grande piacere ai deliri che periodicamente escono dalla segreteria Pd di Via Groppini. Forse in quella strada si vive al di fuori dello spazio e del tempo e non ci si rende conto, o meglio si finge di non rendersi conto, dell’evidente incapacità dimostrata dalla politica di affrontare e gestire il settore del lapideo»: si apre così la replica del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle al “piano per la gestione del pianeta marmo” presentato sabato scorso dal segretario comunale dei democratici Raffaele Parrini, forte del mandato unanime della direzione del partito.

I grillini definiscono quelle uscite da via Groppini, «parole che non incantano più nessuno» e accusano i democratici di «assegnare pateticamente posizioni surreali agli avversari nel maldestro tentativo di occultare le proprie responsabilità». Il nodo vero, secondo il movimento è che «l’amministrazione comunale, di cui “ci pare’’ il Pd faccia parte attivamente da anni, non ha mai saputo anteporre le priorità dei cittadini all'interesse imprenditoriale nel generare profitti»: piuttosto, scrivono i pentastellati, bisogna «di concerto con quelle aziende che hanno intenzione di invertire un trend in atto da anni, investire nel tessuto produttivo cittadino, sul capitale umano e promuovere con cognizione di causa su cultura e turismo». Invece dicono i grillini «la politica in questi anni ha clamorosamente fallito sugli aspetti ambientali e contributivi correlati all’industria del marmo, come hanno confermato gli studi commissionati dalla Regione Toscana». Quanto poi alla questione delle ricadute economiche sulle casse del municipio, il movimento condanna gli «anni di accordi basati su condizioni nettamente sfavorevoli al comune (leggi cittadini)» e ricorda «il debito enorme acceso per costruire un infrastruttura necessaria proprio all'industria del marmo». Il gruppo consiliare elenca poi una lunga serie di sconfitte giudiziarie patite dall'amministrazione: «procedimenti di revisione dei canoni delle cave posti in essere senza tenere conto delle norme cardine del diritto amministrativo, ovviamente cassati dal Tar» senza tralasciare «l’intervento recente del collegio dei revisori dei conti che ha denunciato al consiglio comunale la superficialità e l’inadeguatezza del sistema di riscossione posto in essere dall’amministrazione». Una vicenda quest’ultima su cui il Pd ha messo in atto «l’ennesimo goffo tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto rifiutando la proposta del Movimento 5 Stelle di istituire una commissione d’inchiesta per fare chiarezza e trovare soluzioni efficaci e condivise. Forse - polemizzano i pentastellati sarà che al Pd la parola “inchiesta’’sia indigesta?». Il gruppo consiliare punta poi il dito contro «la pantomima che sta andando in scena tra Regione e Governo (entrambi, “ci pare” Pd) sulla storica questione dei beni estimati».

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