Sicurezza
Forno non solo per carraresi
Cremazioni anche per i non residenti. L’annuncio dell’assessore all’ambiente durante il consiglio
CARRARA. «Quali sono le risorse economiche e le modalità di finanziamento dell’opera, perché è stata scelta l’area di Turigliano, è prevista l’installazione di strumenti per il costante monitoraggio dell’aria e soprattutto chi potrà usufruire del servizio?». Sono questi i quesiti che Paolo Dell’Amico, residente della zona del Marasio, ha sottoposto all’amministrazione comunale sul caso del costruendo forno crematorio di Turigliano, in occasione della seduta del consiglio comunale di ieri sera.
L’apertura del cantiere per la costruzione di quest’opera da 1,2 milioni, progettata da Amia e Apuafarma, ha innescato una dura reazione da parte dei residenti delle zone limitrofe, che sono scesi sul piede di guerra organizzandosi in un comitato. Quello di Dell’Amico davanti all'assise è stato, come ha precisato lui stesso, un intervento “a titolo personale” che però ha dato voce a tante delle domande e dei dubbi sollevati fin qui dal comitato di Turgliano. Il residente ha infatti accusato l’amministrazione di una «deplorevole mancanza di informazione ai cittadini per un opera (...) che riveste caratteri particolari soprattutto essendo inserita in un contesto territoriale a recente e forte sviluppo residenziale di particolare pregio urbanistico».
E spulciando il progetto, gli abitanti del Marasio, avrebbero trovato «alcune discrepanze tra la documentazione agli atti e le risposte fornite da Volpi e Bernardi» in occasione del faccia a faccia con i cittadini del 24 marzo scorso. Sì perché nella relazione generale al progetto, elaborato 01, al punto 1, parlando delle “Finalità dell’intervento” si legge: «Oggetto dell’intervento è la realizzazione di un manufatto architettonico atto a tutti i procedimenti per la cremazione delle salme, per i soli cittadini carrararesi». Il progetto in questione è richiamato anche nella delibera con cui nel luglio dello scorso anno, la giunta ha dato il suo via libera all’opera. Dell’Amico però, nel suo intervento davanti all’assise, ha “sfoderato” anche un secondo documento, ovvero la relazione specialistica per l’impianto di adduzione del gas, dove si contempla l’ipotesi di un raddoppio della potenza, dai 600 kW previsti inizialmente fino a 1200kw.
«Vogliamo sapere se pensate di far utilizzare questo forno crematorio ai soli carraresi o di accogliere richieste anche da fuori» ha sintetizzato Dell’Amico al termine del suo intervento, precisando che si tratta di una discriminante fondamentale visto che un impianto “potenziato” sarebbe per molti residenti ancora meno affidabile e sicuro.
Tanto immediata quanto netta la replica dell’assessore all’Ambiente Massimiliano Bernardi: «Io penso che il forno crematorio debba servire Carrara ma non solo».
L’esponente ha garantito che anche nel caso di un impianto aperto alle richieste provenienti da fuori il nostro territorio, «le emissioni sono zero», confermando l’intenzione dell’amministrazione, «a procedere speditamente» nella costruzione di una un struttura ritenuta utile alla città.
Cinzia Chiappini
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