Il Tirreno

Caso Corini, indagato l’infermiere

Caso Corini, indagato l’infermiere

Fu lui a portare le fiale per la sedazione letale L’accusa: concorso in omicidio e peculato

3 MINUTI DI LETTURA





LA SPEZIA. C’è una svolta nell’omicidio del noto avvocato Marco Valerio Corini: nel registro degli indagati (con l’accusa di concorso in omicidio aggravato e peculato) finisce anche Fabio Giannelli, l’infermiere di 47 anni in servizio all’ospedale Cisanello di Pisa che il 25 settembre dello scorso anno portò nella villa di Ameglia le fiale di sedativo che causarono il decesso del penalista.

L’infermiere è indagato dalla Procura della Spezia nell'ambito dell'inchiesta che vede indagate anche la sorella del legale, Marzia, e l'avvocato Giuliana Feliciani. Contro l'uomo, assistito dall'avvocato Massimiliano Manzo, i pubblici ministeri Luca Monteverde e Giovanni Maddaleni, titolari dell'indagine, hanno ipotizzato il reato di omicidio aggravato in concorso e peculato: secondo i magistrati, l'infermiere, amico di Marzia Corini, avrebbe sottratto dal reparto ospedaliero presso cui lavora alcuni farmaci contenente Midazolam, che avrebbe poi somministrato, in concorso con Marzia Corini, all'avvocato malato di cancro. Marzia Corini, che proprio pochi giorni fa è stata ascoltata nuovamente dai magistrati, è indagata per omicidio volontario aggravato del fratello. Secondo l'accusa, la donna avrebbe sedato fino alla morte il fratello, malato terminale di cancro, ed è indagata in concorso con l'avvocato Giuliana Feliciani per circonvenzione di incapace.

Del ruolo chiave di Fabio Giannelli parlò la fidanzata di Corini, Isabò Barrack, agli inquirenti: «Arrivò ad Ameglia iil 25 settembre scorso, attorno alle 14 e 30. Aveva con sè il catetere e quanto serviva per iniziare la sedazione, ovvero una flebo contenente sostanza fisiologica ed un sacchetto con alcune fiale. ... Marzia aveva inserito la farfalla collegata alla flebo nel braccio destro di marco e con una siringa stava iniettando il liquido contenuto nelle fiale portate da Fabio, Questo alle ore 15. Il decesso di marco sopraggiungeva intorno alle 19-19 e 30».

E che l’infermiere di Cisanello avesse un ruolo importante nel giallo Corini lo si evince anche da altri particolari, sempre messu agli atti dalla Procura della Spezia.

Dai tabulati i carabinieri hanno accertato che la Corini si trovasse a Pisa, luogo di lavoro dell' infermiere, e tra il 24 e il 25 settembre tra l'indagata e il dipendente di Cisanello «vi siano stati numerosi contatti telefonici (in numero assai superiore a quelli registrati nei giorni precedenti) e come quest'ultimo abbia raggiunto il territorio della provincia della Spezia, provenendo da Pisa, intorno alle 14». Sentito dagli investigatori, l' infermiere ha confermato di essere stato chiamato dalla dottoressa il 25 settembre e di aver parlato di sedazione perché «era stata consigliata dagli oncologi che avevano in cura l'avvocato». Così non era. Giovedì 11 febbraio, il giorno prima dell'arresto, l' infermiere chiama l'anestesista e poi la incontra ad Ameglia. L'uomo riferisce alla donna e ad altri presenti il contenuto della deposizione ai militari. L'ennesima intercettazione inguaia Marzia Corini: «Sanno tutto, Isabò m'ha denunciato per l'omicidio di mio fratello».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web