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Bourdillon sotto la lente dell’Università

Bourdillon sotto la lente dell’Università

Studio dei ricercatori di Pisa. Per il restauro è stato accantonato un milione, ma ne servono due

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MASSA. È uno dei gioielli architettonici di Massa, simbolo della città rinascimentale. Già sede del Comune, dal 2012 palazzo Bourdillon è una scatola vuota. Il progetto per rimetterlo a nuovo c’è, ma adesso si tratta di ridefinirlo e limarlo, in base alle indicazione dei ricercatori di Pisa.

È l’università, infatti, gomito a gomito con la Soprintendenza, a passare il palazzo sotto la lente di ingrandimento. Primo obbiettivo: gli affreschi. Le analisi permettono, infatti, di evidenziare quelli recuperabili e su cui è possibile intervenire.

I ricercatori fanno verifiche anche su tutte le strutture in legno per definirne l’età, la resistenza e le possibilità di recupero. Adesso i tecnici pisani sono al lavoro sui solai del palazzo: sono in corso, infatti, le prove di carico per accertare la resistenza della struttura e la necessità di un eventuale rafforzamento dei solai esistenti. Per un’analisi a 360 gradi sono stati realizzati anche alcuni carotaggi sui muri e sulle malte, sempre per conoscerne l’età e per decidere eventuali interventi.

A giorni i ricercatori consegneranno la relazione definitiva in base alla quale verrà corretto o ritoccato il progetto di intervento sul Bourdillon. Palazzo civico, da parte sua, è già intervenuto sullo stabile eliminando quelle che, in termini tecnici, si definiscono superfetazioni. Il Comune - per chiarire - ha provveduto a rimuovere le opere più recenti, i muri aggiunti e gli ampliamenti, incrongrui rispetto all’impianto architettonico originario.

Relazione consegnata, progetto esecutivo ridefinito, si aprirà l’ultima fase, quella per reperire le risorse. Di soldi accantonati per il Bourdillon ce ne sono, per circa un milione. Già la giunta Neri aveva messo in programma gli interventi allo stabile e, quindi, destinato al palazzo alcuni fondi a cui si aggiungono i 700.000 euro accantonati, invece, dalla giunta Pucci.

Dagli studi, dei ricercatori, emerge, però, che di euro ce ne vorranno circa il doppio. E qui arriva il bello: gli enti locali, in questo periodo, con i trasferimenti statali sempre più ridotti, non nuotano nell’oro e un milione non sono noccioline. L’amministrazione dovrà, quindi, fare il punto disegnando tutte le priorità in tema di lavori e opere pubbliche. E decidere quanto destinare al recupero del Bourdillon.

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