Il Tirreno

Utili record nel marmo, ma soltanto per i “big”

Utili record nel marmo, ma soltanto per i “big”

Se per le grosse aziende i ricavi sono incrementati o addirittura raddoppiati per i “piccoli” la situazione è molto diversa e si registra una flessione del 4%

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Crescono i fatturati delle società di capitali apuane. Nel 2014 sono incrementati mediamente dell'1,3%. Utili record per la lavorazione del lapideo che nel giro di dodici mesi sono praticamente raddoppiati toccando la cifra record di 390mila euro medio ad impresa. Resta tra i più alti in assoluto il valore relativo al ritorno sugli investimenti effettuati per l'estrazione con un indicatore pari al 21,9%. +A fornire una analisi dello stato di salute delle società di capitali della Provincia di Massa Carrara è il dossier elaborato dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio, nell'ambito dell'ormai decennale Osservatorio sui Bilanci, secondo cui il giro d'affari che ha superato i 1,263 milioni di euro.

«L'Osservatorio di quest'anno - commenta Vincenzo Tongiani, presidente Isr - dipinge un segmento, almeno quello delle imprese con un fatturato superiore a 2 milioni di euro, che presenta bilanci in ordine, sia negli aspetti reddituali che patrimoniale e finanziario, con tutti i principali indicatori di bilancio che tendono verso un miglioramento. Le criticità maggiori si trovano nelle micro imprese, come anche indagini congiunturali, sempre condotte dal nostro istituto, ci dicono ormai da tempo. I ricavi delle micro imprese hanno fatto segnare una contrazione di quasi il -4%, percentuale che diventa positiva man mano che aumenta la dimensione aziendale. Non è ormai più una percezione, ma la conferma di una realtà che il nostro sistema economico vede allargare la forbice tra imprese più strutturate e imprese più piccole e che siano soprattutto queste ultime a pagare lo scotto del credit crunch e della fiacca domanda nazionale». Guardando ai principali settori, è interessante far notare come il comparto che ha registrato il più alto utile in rapporto ai ricavi è stato anche nel 2014 l'estrazione di minerali, con un valore pari all'11,8%, anche se in discesa rispetto all'anno precedente, quando aveva raggiunto il livello record del 16,3%.

Ma, in realtà, la sorpresa nel 2014 è rappresentata dalla lavorazione lapidea che, nel giro di soli dodici mesi, vede raddoppiare letteralmente il proprio utile passando da un 5,7% all'11,2% dei rispettivi ricavi. In pratica, le realtà industriali di questo settore realizzano nel 2014 un utile medio di circa 400 mila euro, che è sostanzialmente pari al livello di fatturato di una qualunque micro impresa locale che fattura sotto i 2 milioni di euro. Un exploit incredibile messo a segno da questo settore - realizzato addirittura in presenza di una contestuale contrazione del fatturato (-3,4%) - che ha ridato fiato un po' a tutti gli indicatori, non solo economici, ma anche finanziari e patrimoniali del comparto. Un altro spunto interessante che emerge dall'analisi è che, date anche le difficoltà ad ottenere credito, è aumentata la propensione da parte dei nostri imprenditori ad immettere capitale proprio in azienda, abbattendo in misura abbastanza significativa sia l'indebitamento di breve che di medio lungo termine nei confronti del sistema finanziario: oggi gli investimenti aziendali vengono finanziati per il 38% da mezzi propri, 3,5 punti in più di due anni fa.

Nel contempo però è da segnalare una riduzione degli investimenti sulla struttura, sia materiali che immateriali, del -1,7%, portando il livello medio degli investimenti per ciascuna unità economica sotto i 670 mila euro. In ambito settoriale, è da rimarcare una crescita molto interessante degli investimenti operativi nei servizi non di mercato (+20,9%), nel commercio e turismo (+2,9%) e nell'estrazione (+2,1%), mentre si registrano sforbiciate significative nei servizi di mercato (- 7,6%) e nella metalmeccanica (-4,4%). Un altro indicatore molto importante che traccia lo stato delle imprese è quello legato alla leva degli investimenti. Il ritorno sugli investimenti (ROI) è arrivato nel 2014 al 5,0%, aumentando di 7 decimi di punto rispetto al 2012 con punte del 10,9% per le medio-grandi imprese.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.13014569:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/02/24/news/nero-alle-cave-trenta-denunce-1.13014569]]

Il ROI più elevato attiene all'estrazione: ogni 100 euro di capitale investito, infatti, il settore ha generato un rendimento netto di circa 22 euro e l'anno precedente addirittura di 34. Situazione di effetti leva negativi si presentano al contrario nei servizi non di mercato dove il ritorno sugli investimenti è addirittura negativo nella misura del -8,1%, nella metalmeccanica, negli altri servizi di mercato e nell'agricoltura. «Il 2014 - conclude Dino Sodini, Presidente della Camera di Commercio - è stato comunque un anno globalmente positivo, non tanto per la crescita del fatturato, che oggettivamente è stata molto contenuta, quanto per le performance economico-finanziarie a cascata di quella: sono aumentati gli utili di esercizio, è migliorato il ritorno sugli investimenti e sulle vendite, è accresciuta la produttività del lavoro e le nostre società sono diventate globalmente più solide e più liquide».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa