Italia
"Manca sangue, donate". L’appello dell’Asl apuana
Nei primi mesi dell’anno registrati numeri positivi, ma la richiesta è aumentata. La direttrice del servizio: «Carenza preoccupante per i gruppi 0+, 0-, A+ e A»
PONTREMOLI. «Serve sangue e serve urgentemente perché le scorte si stanno esaurendo. Per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini: c’è bisogno di sangue e non c’è tempo da perdere». Parole preoccupanti quelle che Anna Baldi, direttrice del servizio immunotrasfusionale Asl di Massa Carrara, rivolge ai donatori in particolare, ma in generale a tutti i cittadini che potrebbero compiere questo gesto di solidarietà. Una sollecitazione che la direttrice aveva già rivolto ad inizio anno, ma che ora diventa opportuno ripetere nonostante i dati della raccolta di sangue a gennaio siano stati più che positivi. Perché nel contempo sono notevolmente aumentate le richieste di sangue, plasma e piastrine di cui i pazienti, affetti da patologie oncologiche o che devono essere operati per problemi chirurgici, ortopedici o cardiochirurgici, hanno bisogno. La carenza è preoccupante in particolare per i globuli rossi dei gruppi 0+, 0-, A+ e A-.
«Non ci dimentichiamo delle emergenze del pronto soccorso - sottolinea la direttrice - che devono essere evase entro il più breve tempo possibile. Fino ad oggi siamo riusciti a garantire gli interventi e le emergenze, ma ora siamo fortemente preoccupati". Nel 2015, a livello nella nostra Asl, sono state effettuate 15.660 donazioni, suddivise tra la zona di Costa (10.136) e Lunigiana (5.524). In quest'ultimo territorio 2.783 sono state le donazioni al Centro trasfusionale di Pontremoli, 2.741 in quello di Fivizzano. Cifre che portano la nostra Asl ad avere l'indice di donazione più alto in Regione con 129 donatori ogni 1.000 abitanti fra i 18 e i 65 anni. Tutto questo fa capire l'importanza della donazione e ribadisce che i donatori di sangue sono una colonna portante del sistema sanitario, poiché garantiscono la possibilità di portare avanti gli interventi chirurgici programmati e urgenti (da ricordare che, nel contesto regionale, la scorsa estate sono stati rimandati alcuni importanti interventi chirurgici proprio per la mancanza di sangue), le terapie oncologiche e le emergenze. Da sottolineare, quindi, l'importanza dell'attività portata avanti dalle associazioni di donatori: tra questi il Gruppo "Fratres" che, soprattutto nell'alta Lunigiana, rappresenta un tassello fondamentale della sanità.
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A livello regionale toscano, i "Fratres" hanno registrato una grossa flessione, passando dalle 69.062 donazioni del 2014 alle 65.506 del 2015. Una perdita di 3.556 unità pari ad un -5,15%. Solo due province sono in controtendenza e portano il segno più: Arezzo aumenta di 11 donazioni (+0,15%) e Massa Carrara, passa dalle 2.880 del 2104 alle 2.897 dell'anno passato (+0,59%). Al di là della positiva realtà della nostra provincia, sono numeri che disegnano un futuro preoccupante per questo i "Fratres" hanno pensato ad alcune iniziative. Prima di tutto introducendo la "chiamata del donatore" in modo da fidelizzare e, nello stesso tempo, consentire un afflusso di donatori regolato, cercando di evitare momenti di carenza o di eccedenza. E poi di spingere i donatori a donare il plasma, elemento sempre più importante nei trattamenti sanitari. (r.s.)
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