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Case della polizia truffa, il geometra Brizzi: "Ho tenuto quei soldi per darli all’usuraio"

Case della polizia truffa, il geometra Brizzi: "Ho tenuto quei soldi per darli all’usuraio"

La difesa del'ex segretario del Pci respinge l’accusa e spiega le sue ragioni. E sull’esercizio abusivo della professione: "Non ho mai firmato un documento"

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MASSA CARRARA. Si è difeso l’ex assessore del Comune di Carrara Riccardo Brizzi, per quasi due ore ha risposto alle domande del pubblico ministero Sara Parizzi e del giudice Fabrizio Garofalo. Ha ammesso di non aver restituito parte dei soldi (sui tremila euro) ricevuti dall’associazione nazionale Prima casa di polizia. Il geometra ed ex segretario del Pci ha spiegato il motivo però: l’usura. Un problema che aveva segnalato alle forze dell’ordine: «Ho fatto denuncia e ho chiarito la mia posizione». Interrogato sui capi di imputazione rimasti in piedi dopo l’udienza preliminare ha sottolineato come una delle contestazioni proprio non riesce a mandare giù: «L’esercizio abusivo della professione non mi riguarda, perché io sono geometra. Ero stato sospeso dall’otto luglio del 2008 al 10 settembre del 2010 per una pena di un altro procedimento che avevo patteggiato. Ma era una cosa successa nel 2004 e il mio ordine aveva deciso di sanzionarmi dopo aver punito dei colleghi per una storia legata a condoni edilizi facili. Non sto dicendo di non sapere di essere stato sospeso, anzi. Per questo motivo mi sono avvalso di altri professionisti, che per conto della Step progettazioni srl hanno firmato gli atti. Io coordinavo e basta, perché comunque la mia professionalità è reale come conferma il mio curriculum».

Poi Brizzi, quando il pubblico ministero gli ha chiesto conto dell’appropriazione indebita (la cifra è di poco superiore ai tremila euro) ha parlato del suo dramma: «Non ho pagato la fidejussione come avrei dovuto perché avevo il fiato degli usurai sul collo. Ero spaventato e ho agito così. Però quelli dell’associazione sapevano cosa stavo passando, avevo parlato delle mie difficoltà e avevo anche fatto un esposto per tutelarmi». L’ex segretario del Pci apuano ha confermato di non essere riuscito a restituire altre somme anticipate dall’associazione: «Non ce la facevo in quel momento. Lo sapevano e conoscevano anche il motivo. Eppure alcuni di loro hanno deciso di portarmi in tribunale, ma soltanto dopo alcune divergenze che avevamo avuto su chi stava realizzando i lavori. Io ho soltanto fatto gli interessi dei soci».

Infine Brizzi ha respinto l’appropriazione di altri 4.500 euro: «Erano soldi destinati ai diritti di segreteria per tre concessioni che avevamo chiesto. Non li ho pagati subito, ma in un secondo tempo. La ricevuta la trovate negli atti. Di quel denaro non ho toccato un euro». L’ex assessore ha perfino chiesto scusa a una delle socie: Michela Bonfante: «C’è stato un errore e di questo non posso che rammaricarmene». Per quell’errore, una variante, la signora ha dovuto sborsare decine di migliaia di euro per la sanatoria. Con il risultato che la sua casa è sempre abusiva.

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