Attenzione
Esselunga, il progetto c’è ma va al rallentatore
L’ampliamento del punto vendita deve essere realizzato in accordo con la Regione Nel frattempo rimangono bloccati anche gli interventi per le due rotatorie nel viale
MASSA. Non è arenato, ma quasi. Il progetto dell’ampliamento dell’Esselunga - in cambio di tutta una serie di opere pubbliche, che vanno dalla realizzazione di due rotatorie nel viale Roma e il restyling di Villa Rinchiostra - è piuttosto aggrovigliato tra i fili della burocrazia che lo rallentano all’infinito. Da una parte ci sono i tempi del regolamento urbanistico -fino a quando non verrà approvato non si sposterà una pietra - dall’altra le leggi della Regione Toscana (nel dettaglio la legge 65 del 2014) che vieta la realizzazione di nuove strutture per la grande distribuzione senza un accordo con la Regione stessa.
Ebbene, il progetto dell’Esselunga, inserito nel regolamento urbanistico con una variante anticipatrice, non prevede una nuova costruzione ma solo un ampliamento. Per Firenze però l’ampliamento è piuttosto grande (si parla infatti di 1.500 metri quadrati da destinare alla vendita) e per questo deve passare dalla Regione. Dovrà quindi partire una conferenza di pianificazione, una sorta di conferenza dei servizi a cui partecipano Regione, Provincia, Comune interessato e in cui si dovrà valutare se e come l’Esselunga potrà realizzare il progetto. Fino ad allora rimarrà fermo. E con lui anche tutti gli altri progetti che potevano veder la luce con la perequazione: il Comune concede l’ampliamento e in cambio la catena milanese dà qualcosa. Ossia: due rotatorie per 300mila euro lungo viale Roma, 1 milione e 100mila euro per il restauro di villa Rinchiostra, un parcheggio con due piani interrati per un totale di 850 posti (ora sono 372).
Il punto è che di conferenze, in programma, non ce ne sono. Fosse solo questo. In ogni caso il progetto dovrà infatti attendere i tempi del regolamento urbanistico. «Come tutte le opere inserite nel regolamento urbanistico», chiarisce il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Uilian Berti, durante una commissione lavori pubblici (il tema rientra però nel settore della pianificazione).
A sollevare il caso in commissione era stato il consigliere comunale di Italia Unica, Stefano Caruso, che puntava il dito sul fatto che «sono state vincolate due rotatorie a un progetto che potrebbe non vedere la luce».
Berti invece rassicura: il progetto vedrà la luce. Con i dovuti tempi.
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