Il Tirreno

Nca, gli operai contestano la maggioranza

di Cinzia Chiappini
Nca, gli operai contestano la maggioranza

Sulla vertenza alta tensione in Comune Seduta sospesa per le contestazioni a Pd e Psi

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CARRARA. Bagarre in consiglio comunale: l'assise dedicata alla vertenza Nca sospesa per le contestazioni a Pd e Psi. Le maestranze e l'opposizione avevano chiesto di rivedere la concessione trentennale al gruppo di Costantino. Sembrava di essere tornati alle sedute immediatamente successive all'alluvione del 2014: questa volta però a contestare amministrazione e maggioranza non c'erano i cittadini alluvionati o gli esponenti più focosi dell'Assemblea Permanente ma un nutrito stuolo di metalmeccanici. Sì perchè ieri sera in consiglio comunale si è tenuta la seduta straordinaria dedicata alle sorti del cantiere navale e i dipendenti della fabbrica, che hanno partecipato numerosi insieme alle sigle sindacali, non hanno gradito la “linea morbida” della maggioranza. Ad aprire gli interventi sono stati proprio i lavoratori di Nca: ex rsu, maestranze e tecnici hanno chiesto tutti all'unisono di rivedere la concessione trentennale all'utilizzo delle aree demaniali del cantiere affidata al gruppo di Giovanni Costantino a seguito dell'acquisizione della fabbrica. Una revisione “figlia” del mancato rispetto degli impegni inseriti nell'accordo di programma che a fine 2012 sancì la privatizzazione di Nca. «Avevano promesso di mantenere e incrementare i livelli occupazionali, di presentare un piano industriale e di sfornare le 9 commesse all'anno necessarie a garantire il successo del cantiere e invece tengono 40 dipendenti confinati in sala mensa, impiegano gli altri solo per fare le pulizie e a oggi hanno varato solo 3 yacht» hanno raccontato Giancarlo Leorin,segretario di Uilm Uil, Giulio Marchi, dipendente di Nca ed ex Rsu e gli altri lavoratori che si sono succeduti negli interventi davanti all'assise ripercorrendo criticità e problemi che negli ultimi tre anni sono stati portati a più riprese all'attenzione dell'amministrazione comunale e della politica tutta. Ma le parole più accorate ed applaudite sono state quelle di Alessandro Aliboni, rsu e dipendente da 15 anni del cantiere: «Eravamo il fiore all'occhiello della navalmeccanica e ora ci ritroviamo a essere umiliati quotidianamente da uno che non saprebbe nemmeno costruire un pattino» ha gridato il metalmeccanico, invitando l'assise a una scelta di campo. «L'amministrazione e le forze politiche devono scegliere se stare con i lavoratori o con Costantino» ha detto senza tanti giri di parole il lavoratore, spiegando che questa scelta passa inevitabilmente dalla gestione delle concessioni. «Qui nessuno ha dubbi sulla parte con cui schierarsi» ha replicato, immediatamente, il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni, sommerso da una prima bordata di fischi da parte della platea, prima avvisaglia della contestazione contro la maggioranza che si sarebbe scatenata di lì a poco. Gli animi hanno iniziato a scaldarsi con la lettura della mozione messa a punto dalla maggioranza e affidata al presidente della commissione Attività Produttive Fabrizio Giromella (Sel Sorridi Carrara): l'impegno alla verifica delle concessioni, la preoccupazione per i 40 esuberi, il reintegro dei dipendenti “confinati” in sala mensa e nemmeno l'auspicio di una dilazione dei vincoli previsti dall'accordo di programma – in scadenza a fine anno – hanno soddisfatto i lavoratori, che hanno chiesto a gran voce un documento più forte. Di contro Matteo Martinelli dei 5 Stelle, Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune, Massimo Menconi e Giuseppe Scattina di Rifondazione Comunista e perfino Lanmarco Laquidara di Forza-Itala Ncd - una formazione di centro destra tradizionalmente poco popolare tra i metalmeccanici – hanno strappato diversi applausi da parte dei lavoratori, sposando la causa della “revisione” della durata delle concessioni e annunciando il loro no alla mozione messa a punto dalla maggioranza. Quando poi la parola è passata al lato opposto della sala consiliare è scoppiata la bagarre: a innescare la miccia è stato Leonardo Buselli (Psi) che ha tentato di difendere l'operato dell'amministrazione nella vertenza Nca, salvo essere costretto a rinunciare al suo intervento per via delle contestazioni. Anche Roberta Crudeli, capogruppo del Pd ha dovuto gridare non poco per provare a spiegare le ragioni della mozione, sommersa anche lei da fischi e proteste. Alla fine il vicepresidente Luciano Tonarelli ha sospeso la seduta: il sindaco , insieme ai capigruppo di maggioranza, ai rappresentanti delle forze sindacali e ai lavoratori si sono ritirati per provare a trovare una soluzione. Un obiettivo non certo semplice anche perchè, per le stanze del municipio, c'era qualche consigliere di maggioranza che invitava caldamente tutti a «non farsi dettare la mozione dai sindacati»

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