Sicurezza
Interruzioni di gravidanza in calo
Si è passati dagli oltre 300 casi di 2013 e 2014 ai 199 relativi allo scorso anno
CARRARA. Netto calo delle interruzioni volontarie di gravidanza nel 2015.
Secondo i dati forniti da Asl alla commissione Pari opportunità del comune di Carrara si è passati dagli oltre 300 casi del 2013 e 2014 ai 199 dello scorso anno.
Lo confermano le cifre relative al tasso per numero di residenti nella fascia di età tra i 12 e i 49 anni, sceso dal 7.03 del 2013 e 14 al 4.57 dello scorso anno.
Si tratta di uno studio che tiene conto sia degli interventi effettuati presso la nostra Asl (142 nel corso del 2015, l’anno precedente erano stati 233) sia di quelli a cui si sono sottoposte donne residenti a Massa-Carrara presso altre aziende sanitarie.
Da Asl fanno sapere che è in corso un ulteriore verifica proprio sulle cifre relative al 2015, al fine di delineare al meglio i contorni del fenomeno.
Stando ai numeri consegnati alla commissione Pari Opportunità la flessione è netta e secondo i più ottimisti potrebbe essere il risultato delle campagne di informazione e sensibilizzazione effettuate da tempo nei consultori del territorio. Ma c’è un’altra interpretazione di questo trend discendente, sicuramente meno “ottimistica”.
Se ne fa portavoce il presidente della Commissione Pari Opportunità Alessandro Bandoni che lega la flessione delle interruzioni di gravidanza alla scarsa disponibilità di medici non obiettori. Dei 19 ginecologi alle dipendenze della nostra Asl, 16 sono obiettori.
Questo significa che solo 3 effettuano gli interventi per l’interruzione volontaria di gravidanza, cosa che rischia di limitare un diritto conquistato dopo una battaglia durata anni e sancito nel 1978 dalla legge 194 sull’aborto.
«Ancora una volta ci troviamo a dover denunciare l’erosione del diritto alla libertà di scelta in tema di interruzione volontaria di gravidanza» ha commentato il presidente Alessandro Bandoni, sottolineando che «nel nostro territorio tale diritto viene ad essere garantito solo grazie all’eroico sforzo dei pochissimi medici non obiettori».
Un caso su tutti è quello della Lunigiana dove al momento non sono in servizio medici non obiettori. «Il crollo del 40% nel corso del 2015 è arrivato proprio in corrispondenza del venir meno della presenza di un medico non obiettore nel presidio di Aulla e sappiamo di molte donne costrette a rivolgersi ai servizi delle Regioni limitrofe per poter esercitare il loro diritto all’interruzione di gravidanza» spiega Bandoni.
Una preoccupazione condivisa e rilanciata da Roberta Crudeli, membro della commissione e capogruppo del Pd che ha presentato una mozione al consiglio comunale per chiedere «che si trovi una soluzione all'obiezione di coscienza da parte di medici e personale sanitario che troppo spesso rendono inapplicabile la legge nelle strutture pubbliche» e impegnare il Sindaco «a vigilare affinchè la Legge 194 sia applicata all'interno del nostro ospedale» e notificare la mozione ai vertici di Regione e Governo.
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