La protesta
«Così la commercialista non pagava Imu e Tarsu»
Il racconto del collega di Mariannina De Angeli che ha aiutato i clienti raggirati E una donna svela: «I miei genitori dopo gli ammanchi hanno avuto un malore»
MASSA. Qualche cliente si è trovato a dover pagare quattro annualità di Imu, altri si sono visti bloccare l’auto con un fermo amministrativo. Una donna ha raccontato al giudice Fabrizio Garofalo che, quando i suoi anziani genitori si sono accorti che la commercialista Mariannina De Angeli «non aveva versato un centesimo dei soldi che le avevano dato per regolare i conti pendenti», si sono sentiti male. Un malore che ha richiesto un ricovero ospedaliero. Una delle tante storie sentite in aula in queste prime udienze del processo che vede alla sbarra, oltre alla professionista residente a Capezzano Pianore, il fratello Mauro De Angeli e il marito Fabio Bertolucci. I reati contestati ai tre sono truffa, appropriazione indebita e falso.
È stata un’altra mattinata di deposizioni, davanti al giudice Garofalo, ma oltre alle vittime dei presunti raggiri stavolta sono stati sentiti il commercialista che si è fatto carico delle pendenze di alcuni assistiti della De Angeli. Ed è stato proprio il collega di Mariannina (all’epoca dei fatti perché adesso la De Angeli non esercita più) Giovanni Ravelli che ha spiegato come ha fatto a scoprire mano a mano i buchi lasciati dalla donna. «Per l’Imu abbiamo chiesto al Comune e a Master. Abbiamo voluto toccare con mano gli ammanchi. Erano state pagate soltanto due annualità, dal 2007 al 2010 invece non era mai stato versato nulla. I miei clienti stanno rientrando di quel debito e ne stanno pagando anche degli altri». Anche la segretaria del commercialista ha ripercorso il lavoro fatto dall’ufficio per regolarizzare situazioni di persone che credevano di essere a posto con le incombenze fiscali e che all’improvviso si sono trovate con debiti di svariate decine di gliaia di euro. Nelle passate udienze altre famiglie raggirate hanno svelato il loro dramma: c’è chi deve pagare a Equitalia ottantamila euro, altri quarantamila; altri ancora qualcosa di meno. Ma sono rovinati. Hanno tutti rateizzato un debito che non sapevano di avere perché truffati - così dicono - dalla ex commercialista. E tutti descrivono Mariannina alla stessa maniera: una persona davvero cara, una che faceva la catechista e cantava nel coro della chiesa di Ortola. Una su cui potevano contare. «Mi fidavo più di lei che del partner», ha detto qualcuno.
La prossima udienza è stata fissata al 19 aprile, quando presumibilmente terminati i testi dell’accusa si passerà a quelli delle difese. Una donna convocata dal pm per ieri mattina non si è presentata in aula. E non aveva alcuna giustificazione per l’assenza. E quindi tra venti giorni verrà portata dalle forze dell’ordine a deporre.
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