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«Telecamere a Ortola contro il degrado»

«Telecamere a Ortola contro il degrado»

L’associazione punta il dito contro l’abbandono delle periferie

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MASSA. Degrado nelle periferie. Ad accendere i riflettori sono gli esponenti di Articolo Primo. «Vogliamo segnalare la grave situazione di degrado- spiega infatti Elisabetta Guenzi - del quartiere di Mirteto - Ortola. Abbiamo ripetutamente denunciato all’amministrazione comunale nei mesi scorsi la zona del cimitero del Mirteto con i relativi parchi pubblici come una zona con seri problemi di pulizia, decoro e sicurezza. Siamo consapevoli che - prosegue - se si arriva a un tale livello la colpa è anche dei cittadini che non rispettano le minime regole del buon vivere comune. Pensiamo però anche che le cause non siano solo dovute dall’inciviltà delle persone ma anche da una scarsa attenzione verso le periferie».

Secondo Articolo Primo l’amministrazione comunale non si preoccupa moltissimo di quanto succede in periferia.«Faccio alcuni esempi- dice Elisabetta Guenzi - I cestini nel parco (nonostante numerose segnalazioni) non vengono svuotati per periodi molto lunghi; è facile passeggiare e vederli stracolmi di cartacce e sporco per diversi giorni consecutivi. Alcuni di essi sono rotti. La zona dei cassonetti, dove vengono scaricati televisori, divani, letti, materiale edile, essendo di fronte al parcheggio avrebbe bisogno di un servizio di videosorveglianza per multare i trasgressori che si affiancano con i veicoli e scaricano direttamente sulla strada. La pulizia del verde, taglio erba e manutenzione piante è scarsa, troviamo aiuole con erba alta e piante non curate. Facile trovare carcasse di animali morti nelle aiuole del parcheggio. Il parco pubblico (quello con il campetto da calcio e il campo per le bocce) al lato del parcheggio è chiuso da diversi giorni a chiave con lucchetti e non è possibile accedervi. Perché? Tutto questo in un quartiere che convive da anni con la numerosa presenza di roulotte nel parcheggio del cimitero; in un contesto non dignitoso nei confronti delle famiglie di etnia sinti con bambini che ci vivono e dei cittadini che alloggiano nelle case del circondato. Una situazione alla quale l’amministrazione comunale deve dare delle risposte».

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