Il dolore
Fivizzano, crollo Palasport: ci sono tre indagati
Ma la perizia del consulente dell’accusa punta il dito contro il vento: "Non sono stati coinvolti i muri portanti"
FIVIZZANO. Il palasport di Fivizzano era stato realizzato a regola d’arte? Se lo sono chiesti un po’ tutti dopo il crollo avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 marzo del 2015. Adesso se lo chiede la procura, iscrivendo nel registro degli indagati i professionisti coinvolti nella costruzione della struttura: il direttore dei lavori, il progettista architettonico e l’esecutore dei lavori. Una quarta persona tirata in ballo dagli inquirenti, il collaudatore, è nel frattempo deceduta.
Per tutti l’accusa ipotizzata è quella di disastro colposo. Ieri mattina in tribunale a Massa si è svolto l’incidente probatorio davanti al gip Antonia Aracri e al pubblico ministero Alberto Dello Iacono, titolare dell’inchiesta: sono state ascoltate le conclusioni emerse dallo studio fatto dal perito incaricato di analizzare quando accaduto quella notte, la professoressa Roberta Massabò del dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale dell’Università di Genova. E il perito ha stabilito che a essere spazzate via dal vento non erano mura portanti ma «pareti a tamponatura», il cui compito non era quello di sostenere la struttura ma di fare da rivestimento. A sorreggere il tetto del palazzetto sono le colonne, i muri perimetrali (tutti di tipo prefabbricato) erano agganciati al resto della struttura.
Dalla perizia quindi non sono emerse carenze progettuali, piuttosto è stato sottolineato come le pareti dovevano essere ‘ancorate’ in maniera diversa, proprio per resistere alla violenza del vento comunque considerata la causa principale del crollo. In particolare sarebbe servita una sbarra di ancoraggio in più a metà parete, proprio per garantire maggiore stabilità. Nessun appunto invece sulla qualità del materiale utilizzato né sulla scelta di usare muri prefabbricati, come avviene sempre più spesso per questo tipo di strutture.
Adesso il sostituto procuratore Dello Iacono dovrà decidere come e se procedere nei confronti dei tre indagati (difesi dagli avvocati GianPaolo Carabelli e Manuela Bacci di Spezia). Tre le possibilità: l’archiviazione (come chiesto dalle difese), il giudizio diretto o una richiesta di rinvio a giudizio al gup, in questo caso diversificando le posizioni delle persone chiamate in cause in base alle responsabilità.
Il palazzetto dello sport (chiuso da oltre un anno) è stato dissequestrato circa un mese fa (il 22 febbraio). Questo ha permesso al Comune di Fivizzano di dare incarico per la progettazione per la ristrutturazione e sono stati già effettuati alcuni rilievi in attesa dell’avvio della gara di appalto per l’esecuzione dei lavori.
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