Il Tirreno

Centrale 118, tutto quello che non va

di Chiara Sillicani
Centrale 118, tutto quello che non va

Allarme della Cisl: le ambulanze arrivano da sedi lontane. L’azienda: venite a vedere come lavoriamo

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MASSA. Per chiarire il concetto niente è più efficace dell’esempio. Ancor più efficace perché a farlo quell’esempio è un operatore, uno di quelli che sale in ambulanza e corre dai pazienti. Si sente male un uomo a Casette - ecco il fatidico esempio - e l’ambulanza parte da Carrara: attraversa la città, percorre tutta la Foce, arriva a Massa, imbocca via Bassa Tambura fino al paese. Perché tutto quel tragitto? Beh, per colpa - così spiega l’operatore - del software in dotazione alla centrale operativa unica 118, all’ospedale Versilia. Quel software lavora sulle mappe Google: individua una strada di collegamento tra Colonnata e Casette e la identifica come la via più veloce. Peccato, però, che quella sia una strada di arroccamento tra le cave, impraticabile per un’ambulanza. I soccorsi arrivano comunque in tempo, ma l’episodio è la goccia che fa traboccare il vaso.

A raccogliere i timori di cittadini ed operatori è la Cisl: «La centrale unica - sintetizza il segretario provinciale Andrea Figaia - ha abbandonato prassi consolidate di gestione del servizio, prassi che hanno sempre garantito efficienza. Dalle informazioni raccolte, ci risulta che le decisioni siano demandate ad un software che individua i mezzi più vicini al luogo dell’intervento e più di una volta i parenti sono arrivati all’ospedale prima del paziente sull’ambulanza. A Montignoso il servizio è garantito dalla Versilia: è capitato così che i pazienti venissero trasportati in urgenza all’ospedale di Lido. Sono mesi - conclude Figaia - che non siamo chiamati al tavolo della concertazione. Abbiamo bisogno di interlocutori e chiediamo anche al sindaco di esserlo».

Roberto Vatteroni, responsabile provinciale del sistema 118, invita ad attenersi ai fatti: «Non ci risultato problemi o pazienti in difficoltà per un ritardo dei soccorsi». Poi entra nel dettaglio e illustra l’organizzazione del lavoro in centrale. Tutti i mezzi di soccorso sono geolocalizzati e questo significa che, attraverso il software, chi è in servizio al Versilia è in grado di sapere dove si trovano, se sono liberi o impegnati in un intervento, se il medico è a bordo o meno. Nel momento in cui arriva una chiamata, il software stende una lista di tutti i mezzi disponibili, dal più vicino al più lontano dal luogo in cui è richiesto l’intervento.

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«Tra la centrale e gli operatori sui mezzi di soccorso - spiega Vatteroni - c’è un continuo scambio di informazioni». Questo per dire che se il programma dovesse fare un errore grossolano, magari proporre lo spostamento di un mezzo da Carrara per Casette - per ritornare all’esempio - beh, chi è sull’ambulanza avrebbe comunque la piena libertà di obiettare e proporre soluzioni alternative. «Detto questo - conclude Vatteroni - l’episodio di Casette non mi risulta. Certo però è capitato che ambulanze da Massa abbiano coperto Carrara e viceversa, soprattutto se uno dei mezzi con medico a bordo è già impegnato. In ogni caso- è l’invito - le porte della centrale unica sono aperte. Anche ai sindacati: possono verificare ogni momento il nostro lavoro».

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