Il Tirreno

il caso

Carrara, quartiere dei vip contro il forno crematorio

di Cinzia Chiappini
Carrara, quartiere dei vip contro il forno crematorio

I residenti del Marasio contestano il progetto da oltre un milione di euro targato Apuafarma: svaluta le nostre case

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CARRARA. Raffica di proteste e contestazioni contro il forno crematorio che Apuafarma sta costruendo nei pressi del cimitero di Turigliano, proprio accanto alla zona residenziale del Marasio, conosciuta come il quartiere dei vip, la Beverly Hills di Carrara. Una cinquantina di residenti ha incontrato i vertici di Apuafarma e dell’amministrazione, in occasione di un appuntamento organizzato dal Consiglio dei cittadini “Carrara adiacenze”. Ed e’ scoppiata la rivolta. I residenti della zona del Marasio e di Fossone sono in rivolta.

A farli scendere sul piede di guerra sono state le ruspe e gli operai che, ormai da qualche settimana, si aggirano tra via Cassola e via Turigliano. Il gran via vai ha insospettito i più curiosi che seguendo i mezzi hanno scoperto il cantiere per la costruzione del forno crematorio che sorgerà in un'area cimiteriale limitrofa al campo santo di Turigliano.

Si tratta di un’idea illustrata, la prima volta, nell’agosto del 2012 dall’allora presidente di Apuafarma Luigi Danesi e che il suo successore, Fabrizio Volpi, ha trasformato in progetto esecutivo, con delibera autorizzativa dell’amministrazione comunale e il via ai lavori a inizio 2016. Un impianto da 1,2 milioni di euro finanziati da Apuafarma grazie a un mutuo contratto presso il Monte dei Paschi di Siena, che dovrebbe essere ripagato nel giro di 6-7 anni proprio attraverso il servizio, a una media di 400 cremazioni all’anno. Il progetto era nell'aria da tempo ma molti residenti hanno lamentato di averne avuto notizia solo a cantiere aperto, accusando municipio e Apuafarma di scarsa trasparenza.

In un incontro organizzato dal consiglio dei cittadini Carrara Adiacenze presso al ex scuola di Fossone, c’è stato il primo faccia a faccia tra gli abitanti della zona limitrofa al cimitero e il presidente di Apuafarma Fabrizio Volpi, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Massimiliano Bernardi. La lista delle preoccupazioni snocciolate dai cittadini è davvero lunga e va dai dubbi sull’impatto ambientale della struttura al rischio di svalutazione degli immobili circostanti, fino alla compatibilità dell’opera con la destinazione “paesistico/residenziale” della zona.

Non solo, secondo qualcuno il progetto mirerebbe non tanto a dare un servizio alla cittadinanza, ma piuttosto ad appianare i conti di Apuafarma. Il timore più diffuso però è che dalla struttura si levino fumi nocivi e pericolosi e che i soggetti deputati ai controlli non siano vigili, come spesso la storia del nostro territorio ha dimostrato. Anche perchè quando si parla di impianti di combustione, il ricordo dei carraresi va immediatamente alle aziende del polo chimico che sorgevano fino a un paio di decenni fa nella zona industriale, cosa che fa scattare subito un muro di diffidenza e scetticismo. Non è un caso dunque che diversi cittadini abbiano proposto di trasferire il forno crematorio nella zona industriale o di realizzarlo in aree meno popolate, come nei pressi del cimitero di Marcognano.

«Il sito non è in discussione, l’unica cosa ancora da decidere è se la struttura debba essere riservata ai residenti del nostro territorio o possa accogliere anche richieste da fuori» hanno spiegato all’unisono Volpi e Bernardi garantendo che si tratterà di un forno crematorio a emissioni zero, soggetto a severi controlli.

«Dovete sapere che inquina di più un camino a legna rispetto all’impianto che sta costruendo Apuafarma» ha insistito l’assessore all’Ambiente, senza riuscire però a convincere i cittadini presenti. I dubbi dunque restano e così nei prossimi giorni sarà organizzata una nuova riunione riservata ai residenti che si sono detti pronti a ricorrere alle vie legali pur di fermare i lavori.

 

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