Sicurezza
Carrara, vertenza Isr: 20 dipendenti in mobilità
Svolta nella vertenza sul servizio Cati dell’Istituto Studi e ricerche della Camera di Commercio. lL 22 marzo il presidente dell’Istituto Studi e Ricerche Vincenzo Tongiani ha comunicato ai sindacati "la volontà dell’azienda di avviare la procedura di licenziamento collettivo del personale dipendente a tempo indeterminato"
CARRARA. Alla fine i vertici dell’Istituto studi e ricerche hanno deciso e con un provvedimento datato 22 marzo hanno aperto la procedura di mobilità collettiva per i 20 dipendenti del servizio Cati. Arriva quindi una svolta nella delicata vertenza del servizio Cati. Il 22 marzo il presidente dell’Istituto Studi e Ricerche Vincenzo Tongiani ha comunicato ai sindacati «la volontà dell’azienda di avviare la procedura di licenziamento collettivo del personale dipendente a tempo indeterminato con contratto “a chiamata” del ramo d’azienda “Servizio Cati”».
È una vicenda che parte da lontano e che riguarda i 19 dipendenti – 18 sono donne – che effettuavano le telefonate per le rilevazioni necessarie alla messa a punto degli studi e delle analisi dell’Istituto: complice i tagli al bilancio camerale, il servizio è “saltato” e in tutto il 2015 il personale ha lavorato per un totale di poco più di 60 giorni. Una situazione che ha creato malumori fra i lavoratori soprattutto per quella che, fino a qualche giorno fa, veniva vista come una grande incertezza sul futuro. Cii sono state varie “tappe” di questa vicenda terminata, almeno per il momento con la messa in mobilità dei 20 dipendenti dell’Istituto Sudi e ricerche.
A gennaio di quest’anno poi la Camera di Commercio ha deciso la chiusura del servizio, che peraltro era nell’aria da tempo. Con delibera datata 11 gennaio 2016 la giunta dell’ente, preso atto che il costo annuale del servizio è di circa 95.000 euro e «stante la situazione di difficoltà, manifestatasi a partire dal 2014 e per tutto il 2015 a seguito dei noti tagli (art. 28 del D.L. 90/2014) alle risorse delle Camere di Commercio (...) ed alla conseguente riduzione del volume di attività di indagini commissionate» ha stabilito nero su bianco «di provvedere alla chiusura del ramo di Azienda».
Nei giorni scorsi l’avvio ufficiale della procedura di mobilità collettiva per i 19 lavoratori. La palla passa ora nelle mani dei sindacati che dovranno trattare con Isr le modalità di uscita. I dipendenti messi ufficialmente in mobilità, per ora non commentano: le loro ultime dichiarazioni risalgono però a meno di un mese fa quando, rispondendo alle celebrazioni dell’imprenditoria femminile organizzate alla Camera di Commercio avevano lanciato un duro j’accuse all’ente e alla politica. E all’epoca non avevano davvero nascosto tutto il loro malumore: «Siamo stanche di restare nel limbo, di non avere informazioni chiare e dirette e nel contempo di vedere grandi investimenti su iniziative di dubbia efficacia o celebrazioni dedicate al lavoro di altre donne mentre noi siamo a casa con le mani in mano» avevano lamentato le addette del servizio Cati.
Adesso, con l’avvio della procedura di mobilità, da quel limbo sono uscite ma solo per entrare in un “girone” altrettanto impervio e delicato. Nessuna incertezza sul futuro, ma l’avvio di un percorso di mobilità che riguarda tutto lo staff del servizio Cati.
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