Sicurezza
Nelle lettere di Destri le prove del sequestro bis
In Corte di Assise a Genova il procuratore chiede il rinnovo dell’istruttoria Nel mirino dell’accusa le missive che l’imputato avrebbe scritto dal carcere
CARRARA. Udienza in Corte di Assise a Genova per Pierluigi Destri, sotto accusa per un tentativo di sequestro bis dell’imprenditore spezzino Andrea Calevo.
Il procuratore generale ha chiesto il rinnovo dell’istruttoria che ha ad oggetto prove nuove inerenti un tentativo di sequestro bis Calevo, secondo quando ricostruito dall accusa organizzato dal carcere (la mente sarebbe stata proprio Destri).
Al centro dell’udienza lettere la cui calligrafia apparentemente è riconducibile all imputato e l'identificazione di un testimone che il pricuratore generale ha chiesto di sentire.Pierluigi Destri era presente in aula ed ha preannunciato che alla prossima udienza farà dichiarazioni.
Il sequestro bis. Pierluigi Destri, la “mente” del rapimento dell’imprenditore spezzino Andrea Calevo avvenuto a Lerici nella serata del 16 dicembre 2012, secondo l’accusa stava organizzando un nuovo sequestro. Dal carcere di Massa in cui è rinchiuso dal 31 dicembre del 2012. E la vittime designata era forse lo stesso Andrea Calevo. Non solo, al termine del piano per il nuovo sequestro, ha cercato anche di evadere dal carcere di Massa.
Per questo il sostituto procuratore di Genova Federico Panichi aveva prima ordinato una perquisizione nella cella di Destri e ne ha poi ordinato il trasferimento nel carcere genovese di Marassi, aprendo una inchiesta bis.
Secondo indiscrezioni, Destri voleva rapire di nuovo Calevo: il piano, riferisce l’Ansa, è stato sventato venti giorni fa, ma la notizia è trapelata solo adesso. Il materiale trovato nella cella - e in particolare le lettere - sono state al vaglio degli inquirenti che mantengono il più stretto riserbo sul contenuto, e dell’udienza in Corte di Assise.
Il precedente. Nel dicembre di quattro anno fa il sequestro Calevo e un blitz in cui vennero arrestate quattro persone: lo stesso Pierluigi Destri, proprietario della villa dove Calevo era tenuto in catene, e il nipote Davide Bandoni e due albanesi, Fabjon Vila e Simon Halilaj. Qualche mese più tardi venne arrestato anche un altro membro della banda, Emiliano Shota, poi gli investigatori arrivano anche a Lorenz Shota. I componenti della banda vennero tutti condannati a pene variabili fra i 7 e i 12 anni. A Destri una pena più dura: la corte d’assise gli inflisse 30 anni. L’uomo finiì quindi in carcere a Massa dal giorno dell’arresto e in attesa del processo di secondo grado, avrebbe dunque architettato un rapimento bis e una clamorosa figa dal carcere. Un piano che gli inquirenti hanno scoperto e smantellato e che ora è finito al centro del processo a Genova.(a.v.)
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