Gioco
Incontro sulle foibe, il sindaco ritira l’autorizzazione
Il dibattito con Sandi Volk era in programma al Guglielmi Gli organizzatori: «Volpi vieta a un suo collega di parlare»
MASSA. «Crediamo sia grave che un sindaco, che è anche un professore di storia, vieti a un suo collega di parlare, di fare chiarezza su un fenomeno storico ben preciso che è stato distorto e manipolato in tutti i modi: le foibe». Parlano con stupore e anche con un po’ di amarezza gli attivisti della Casa Rossa che si sono visti ritirare l’autorizzazione per un incontro sulle foibe che doveva prendere vita ieri sera nelle Stanze del Guglielmi. E parlano proprio dai gradini del teatro, mentre la città veniva tappezzata di volantini: un tricolore con la scritta “Onore ai martiri delle foibe”. Una provocazione, nemmeno poi così velata, da parte di chi quell’incontro non lo voleva e che poi rincara la dose complimentandosi con il sindaco “che ora - dice Francesco Mangiaracina, segretario provinciale di Fn - ne approfitti per intitolare una strada ai martiri».
Il relatore sarebbe dovuto essere Sandi Volk, storico triestino sempre al centro di grande critiche per il suo impegno, come studioso, nell’aver individuato gli elementi di mistificazione, falsificazione e propaganda presenti nelle informazioni che vengono veicolate quando si parla di foibe. L’incontro era sta organizzato in occasione della giornata del ricordo, il 10 febbraio, al Donkeyshot, un locale nel centro storico. Per motivi di salute, del relatore, era saltato ed era posticipato appunto a ieri sera. «Abbiamo seguito l’iter normale - fanno sapere gli attivisti, che hanno convocato una conferenza stampa - Abbiamo chiesto l’uso delle Stanze, ce le hanno concesse, e poi abbiamo pubblicizzato l’evento».
Tutto bene, fino a quando il consigliere azzurro, Stefano Benedetti, non chiede all’amministrazione comunale di ritirare l’autorizzazione. Da qui anche i gruppi di estrema destra si mobilitano e si organizzano per una protesta. Lo stesso Benedetti annuncia una “passeggiata notturna” davanti al teatro.
«A quel punto ci hanno chiamati dagli uffici tecnici del Comune - ricostruiscono i militanti - per chiederci di specificare la biografia di Volk. Così abbiamo fatto, ma non è bastato. La questura deve aver chiesto di vietare l’incontro per motivi di ordine pubblico e così è stato. La doccia fredda è arrivata ieri (martedì per chi legge, ndr) quando ci arriva una mail dal Comune in cui ci annunciavano che non potevamo usare le Stanze del Guglielmi. Per motivi di necessità, così hanno scritto».
Il Comune ha proposto alla Casa Rossa di spostare l’incontro al museo della Resistenza all’ex Cat, fuori quindi dal centro storico. Ma la proposta è stata respinta. «La decisione presa dal Comune - fanno sapere - non ci intimidisce affatto, ma non possiamo nemmeno negare che ci abbia colti abbastanza impreparati. Per questo abbiamo deciso di rimandare l’incontro. Con questo clamoroso divieto l’amministrazione si è dimostrata perfettamente allineata con chi vuole falsificare e fare del revisionismo su una vicenda tragica come quella delle foibe, evento storico che le varie organizzazioni di destra stanno ormai strumentalizzando da decenni peraltro con una gamma di strafalcioni storici giganti come quella di Storace (la foto della fucilazione di civili sloveni da parte dei soldati italiani, dove quest’ultimi sono indacati con la falce e martello, ndr). Ci tacciano di negazionismo, ma noi vogliamo solo fare chiarezza. E lo facciamo con dati, fatti, che non possono essere negati». L’incontro comunque si farà, fanno sapere dalla Casa Rossa. E sarà il 30 marzo. Dove e come, ancora non è noto. Ma si farà.
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