Italia
I Forestali protestano a Firenze
Anche i sindaci Grassi e Mastrini a fianco dei 24 operai lunigianesi a rischio
FIVIZZANO. Nella giornata di ieri, di fronte alla presidenza della Regione a Firenze, si è tenuta una manifestazione da parte degli operatori forestali, richiedendo che le loro figure professionali possano continuare in quell'opera di manutenzione e di monitoraggio del territorio. Alla manifestazione fiorentina presenti anche i 24 forestali della Lunigiana accompagnati da Matteo Mastrini, sindaco di Tresana, e Paolo Grassi, sindaco di Fivizzano. La problematica nasce dalla scomparsa delle risorse per questo settore dal bilancio regionale, sebbene ci sia stata un'apertura da parte della governance toscana per reperire le somme necessarie al proseguimento di tale attività, vitale per la conservazione del patrimonio boschivo lunigianese ed il contrasto al dissesto idrogeologico. Le firme sindacali hanno ribadito la loro intenzione a continuare la protesta sino a che non siano garantiti i fondi necessari al proseguo dell'attività di forestazione, considerato strategico per i territorio montani ed i piccoli comuni.
«La protesta degli operai forestali deve essere ascoltata - afferma Matteo Mastrini - La nostra è la regione più boscata d'Italia, non è ammissibile che Rossi decida di non investire nella difesa del territorio. Si tratta di una scelta che dimostra una volontà chiara: togliere risorse alla montagna e spostarle verso i grandi centri».
Durante la protesta, tramite il suo profilo Facebook, lo stesso presidente della Regione Toscana, Enrico Rosssi, puntualizza in merito alla vicenda: «Davanti alla Presidenza della Regione -ha scritto - c'è una manifestazione di lavoratori forestali che chiedono alla Regione di coprire il finanziamento per i loro stipendi. Hanno ragione. Ieri in giunta abbiamo deciso di portare a dieci milioni il fondo ma a precise condizioni per le Unioni dei Comuni: vogliamo un piano dettagliato degli interventi sulle foreste demaniali regionali; vogliamo sapere dettagliatamente le funzioni che svolgono i numerosi non idonei, fermo restando il loro diritto allo stipendio. Pensiamo che l'obiettivo debba essere di riportare questa funzione alla Regione, come aveva già sostenuto l'assessore Bugli».
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